Rallenta ma non si ferma, neppure di fronte alla pandemia e alla gravissima recessione, la crescita della ricchezza finanziaria globale. Secondo i dati del rapporto di Allianz sulla ricchezza globale è cresciuta dell’1,5% nei primi sei mesi del 2020 e dovrebbe chiudere l’intero anno con il segno più, seppur in frenata rispetto al quasi + 10% del 2019 che rappresenta però un’annata record. Attualmente il valore della ricchezza finanziaria globale viene calcolato 192mila miliardi di euro. La prima metà del 2020 è stata caratterizzata soprattutto da un aumento delle somme depositate nei conti correnti (+ 7%), segnale che la profonda incertezza di questa fase rende comprensibilmente i risparmiatori prudenti ed attendisti. Nell’analisi di Allianz si legge che “le banche centrali e i governi hanno messo in atto in tutto il mondo delle politiche monetarie e di spesa pubblica espansive senza precedenti, proteggendo cosi’ i popoli e la ricchezza finanziaria delle famiglie dalle conseguenze della crisi mondiale. In questo modo, ‘le perdite registrate nel primo trimestre dell’anno sono gia’ state recuperate”.

L’azione delle banche centrali – Si ripropone quindi, moltiplicato al cubo, uno degli effetti collaterali classici delle politiche iper-espansive delle banche centrali. Vale a dire il fatto che tendono a favorire direttamente, e maggiormente, chi in possesso di asset finanziari e solo indirettamente chi non ne dispone. Nel 2019 il valore di azioni, obbligazioni e fondi di investimento è cresciuto del 13,7% a 77mila miliardi di euro. Poiché questi prodotti sono in larghissima parte concentrate nelle fasce di reddito e patrimoni più elevate, questo non fa altro che incrementare ulteriormente le diseguaglianze. E come ormai sanno anche le pietre, una diseguaglianza eccessiva non fa bene all’economia. I “ricchi” tendono a consumare solo una parte dei loro redditi, il resto viene accumulato in risparmi ed investimenti. Una bassa propensione al consumo non aiuta la crescita. Il 10% più ricco della popolazione globale possiede l’84% delle ricchezze finanziarie. Il solo 1% più ricco il 44%, vale a dire 84mila miliardi di euro. E’ cronaca di questi mesi come miliardari del calibro di Jeff Bezos, Warren Buffet o Mark Zuckerberg abbiano beneficiato in questi mesi di aumenti record dei loro patrimoni. Per contro, come si legge nel rapporto, circa 50 milioni di persone nel mondo sono state spinte dalla pandemia in condizioni di povertà assoluta.

Italia 17esima al mondi, davanti alla Germania – Nel rapporto si legge anche come nel 2019 sia tornata ad ampliarsi la differenza tra la ricchezza posseduta in media nei paesi ricchi rispetto a quelli poveri. Quella dei primi vale 22 volte quella dei secondi. Da questo punto di vista i più facoltosi in assoluto sono (sempre in media) i cittadini statunitensi, seguiti da svizzeri, olandesi, cittadini di Singapore e di Taiwan. L’Italia si colloca al 17esimo posto, per un soffio davanti alla Germania. Nel 2019 la ricchezza finanziaria del nostro paese ammontava a 3.477 miliardi di euro,in crescita del 6% rispetto al 2018.

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