Cinque uomini sono stati arrestati con l’accusa di aver appiccato deliberatamente una serie di incendi la scorsa settimana nel campo profughi di Moria sull’isola greca di Lesbo. Lo hanno reso noto i media greci. Secondo le fonti, i sospettati sono tutti cittadini afgani e comprendono due minori non accompagnati, uno dei quali è stato arrestato a Pieria, nel nord della Grecia, dopo essere stato trasferito in un campo in seguito agli incendi di mercoledì scorso. “I presunti responsabili sono stati arrestati. Sono giovani migranti. Un altro è ancora ricercato“, ha detto all’emittente di statale Ert il ministro della protezione civile Michalis Chrisochoidis.

Il campo profughi di Moria, uno dei più grandi d’Europa, è stato quasi completamente distrutto dalle fiamme dopo una serie di incendi scoppiati nella notte tra l’8 e il 9 settembre scorso e causati da alcuni residenti come segno di protesta. Una rivolta nata, secondo le prime ricostruzioni, a causa delle misure imposte dalle autorità per l’emergenza coronavirus, dato che la settimana prima 35 richiedenti asilo erano risultati positivi al tampone e si era deciso di imporre un lockdown nella struttura e allontanare i contagiati.

La notizia provocò diverse reazioni di solidarietà e vicinanza in gran parte provenienti dall’Europa. Il giorno stesso in cui avvenne l’incendio partì una gara di solidarietà tra gli Stati europei per accogliere le persone più bisognose, mentre oggi il vice cancelliere tedesco Olaf Scholz fa sapere da Berlino che la Germania accoglierà 1.553 migranti, provenienti sia da Lesbo che da altre 4 isole greche. Si tratta di 408 famiglie con bambini già riconosciute titolari del diritto di protezione. Per gli altri residenti del centro di Moria, che contava al suo interno circa 12.600 persone (di cui 400 minori non accompagnati), ancora si sta lavorando per trovare un’accoglienza sicura in strutture provvisorie. Nell’ultima settimana, secondo quanto riporta l’emittente greca Ert, circa 800 dei migranti rimasti senza tetto sono stati trasferiti in una nuova sistemazione temporanea, mentre si stanno cominciando a riempire le tende del nuovo campo di Kara Tepe, sempre a Lesbo, destinato ad accogliere un massimo di circa 3mila persone.

“L’isola di Lesbo sarà svuotata dai rifugiati entro la Pasqua del prossimo anno”, ha affermato in un’intervista al Guardian, il ministro della Protezione Civile greco, Michalis Chrysochoidis, accogliendo con favore l’offerta della Germania. A seguito dei roghi, il ministro ha detto che i piani saranno accelerati per decongestionare l’isola.
“Se ne andranno tutti”, ha detto Chrysochoidis. “Dei circa 12.000 rifugiati prevedo che 6.000 verranno trasferiti sulla terraferma entro Natale e il resto entro Pasqua. La gente di quest’isola ne ha passate tante. Sono stati molto pazienti”, ha aggiunto.

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