Il demonio è presente a Medjugorje e aggredisce anche i veggenti”. Ad affermarlo è l’arcivescovo Henryk Hoser, nominato da Papa Francesco visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis. “Sì, è vero, – spiega il presule – ci sono alcuni casi di manifestazioni demoniache ma posso dire che sono abbastanza rari, capita che si senta qualcuno che inizia a gridare o a inveire anche quando ci sono raduni con 10mila persone. Succede anche qui, non si può negare questo. Certo, non succede tutti i giorni, ma succede pure qui a Medjugorje. E in particolare capita che questi indemoniati a volte vogliano aggredire i veggenti”.

È la prima volta che il delegato papale nel paese della Bosnia Erzegovina, dove dal 1981 la Madonna apparirebbe a sei veggenti, parla della presenza del demonio a Medjugorje. Le sue affermazioni, destinate a fare molto scalpore, sono contenute nel volume del vaticanista Mediaset Fabio Marchese Ragona intitolato ‘Il mio nome è Satana’ (edizioni San Paolo), ma con un sottotitolo molto eloquente: ‘Storie di esorcismi dal Vaticano a Medjugorje’. “Il demonio – precisa monsignor Hoser – è ovunque nel tempo e nello spazio, è un puro spirito e anche in luoghi di grazia lui c’è, ed è presente per tentare”. Anche se la commissione internazionale d’inchiesta su Medjugorje, voluta da Benedetto XVI e presieduta dal cardinale Camillo Ruini, non solo ha ritenuto vere le prime sette apparizioni mariane che sarebbero avvenute dal 24 giugno al 3 luglio 1981 ai sei veggenti, ma ha anche affermato che i primi fenomeni che si sarebbero verificati nella cittadina bosniaca non hanno origine demoniaca.

“Non so cosa dica il testo della commissione di Ruini, – precisa monsignor Hoser – non l’ho letto, ma si può benissimo capire che non ci sia un’origine demoniaca. Guardiamo a Fatima, quando le forza massoniche portoghesi al potere cercarono di far passare l’idea che quelle dei pastorelli erano tutte finzioni. Qui è successo lo stesso con i veggenti: i comunisti hanno cercato di mascherare quanto accadeva perché non andava bene a loro e volevano tenere nascosto tutto. E non solo loro hanno provato a bloccare: anche da dentro la Chiesa è successo questo”. E aggiunge: “È un problema di discernimento, all’interno della Chiesa ognuno ha possibilità di discernere come vuole. La Chiesa ci mette tempo per prendere una decisione e quindi nel frattempo ognuno valuta in base alle proprie convinzioni”.

Lo stesso Ruini, leggendo le dichiarazioni di monsignor Hoser, ha spiegato che “nell’inchiesta che abbiamo fatto non ci siamo occupati della presenza del demonio a Medjugorje, nella nostra relazione non c’è nulla su questo. Ma come sappiamo, non si può escludere che lui sia lì presente in mezzo alla fede: basti pensare che può tentare anche i santi, si veda il caso di Sant’Antonio Abate, a esempio, che è stato molto tentato dal demonio. Non è una cosa incompatibile, ecco”.

E in effetti Satana è rimasto sempre presente, manifestandosi soprattutto durante i momenti più intensi di preghiera o in prossimità dei luoghi più importanti della cittadina bosniaca. È apparso ripetutamente ai sei veggenti e non ha mancato di dare spettacolo, dicono le testimonianze, anche durante le recite collettive del rosario davanti a milioni di fedeli provenienti da tutto il mondo.

Nonostante ciò, però, rimane il forte scetticismo di Francesco che per il momento si è limitato a dare il via libera ai pellegrinaggi “considerati il notevole flusso di persone che si recano a Medjugorje e gli abbondanti frutti di grazia che ne sono scaturiti”. Una disposizione, come ha spiegato il Vaticano, che “rientra nella peculiare attenzione pastorale che il Santo Padre ha inteso dare a quella realtà, rivolta a favorire e promuovere i frutti di bene. Il visitatore apostolico avrà, in tal modo, maggiore facilità a stabilire, d’intesa con gli ordinari dei luoghi, rapporti con i sacerdoti incaricati di organizzare pellegrinaggi a Medjugorje, come persone sicure e ben preparate, offrendo loro informazioni e indicazioni per poter condurre fruttuosamente tali pellegrinaggi”. Ciò, ha precisato Bergoglio, deve essere però organizzato “sempre avendo cura di evitare che questi pellegrinaggi siano interpretati come una autenticazione dei noti avvenimenti, che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa. Va evitato dunque che tali pellegrinaggi creino confusione o ambiguità sotto l’aspetto dottrinale. Ciò riguarda anche i pastori di ogni ordine e grado che intendono recarsi a Medjugorje e lì celebrare o concelebrare anche in modo solenne”.

Twitter: @FrancescoGrana

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