“Un anno fa sembrava una marionetta, ma i fatti hanno dimostrato che ha grandi capacità”. In dodici mesi Giuseppe Conte è riuscito a far cambiare idea su di sé ai tanti militanti del Pd che ieri sera lo hanno accolto con applausi e selfie alla Festa dell’Unità di Modena. Era un prima volta per il premier che non era ancora salito sul palco di un raduno dem. “Gli applausi sono stati sentiti e calorosi” ringrazia Conte dal palco. L’anno scorso per molti di loro era solo “un numero schiacciato tra due primi ministri”, ma “probabilmente aveva bisogno di fare un apprendistato” spiega una delle militanti prima di iniziare a servire. Oggi è diventato “una persona seria, onesta” e come spiega Maurizio che da sessant’anni lavora nelle cucine della Festa: “Ha capito che il PD e Salvini non erano la stessa cosa”. Anche i numeri tra il pubblico lo dimostrano. “Tre anni fa abbiamo avuto Renzi e non si era mai riempita così la Festa”, dice una militante. Il leader leghista “non manca nessuno – scherza Conte – parla tutti i giorni così tante volte che è difficile che possa mancare”. E il rapporto con il M5S è ancora tutto da esplorare: “Li abbiamo messi sulla retta via – racconta un pensionato – alla fine tanti di loro facevano parte della nostra comunità. Io credo che siamo più vicini a loro come popolo che come dirigenti”. Tanto che, racconta una delle militanti, tra i commensali della festa “c’era anche qualcuno del Movimento”. Dopo il dibattito, il distanziamento viene meno e in tanti si accalcano per strappare un selfie con il premier. “Tieni duro” gli urla un ragazzo. La preoccupazione più grande qui è che il governo possa cadere: “Il Fuoco amico c’è sempre stato”.

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