Due ore, una tac e la decisione di trattenerlo in ospedale, per monitorare ancor più da vicino e in maniera costante quella polmonite bilaterale in stato “precoce”, sintomo di un attacco del Covid-19 più virulento dei giorni precedenti. Il ricovero di Silvio Berlusconi al San Raffaele è maturato tra le 22 di giovedì e la mezzanotte successiva, nonostante l’ex premier si sentisse sicuro di poter rientrare a Villa San Martino, la sua residenza di Arcore dove era stato isolato dopo la positività al tampone. “Allora, gli esami li abbiamo fatti e io mi sento abbastanza bene. Adesso posso tornare a casa, giusto?”, ha chiesto, come riporta il Corriere della Sera, allo staff medico dell’ospedale alle porte di Milano coordinato dal suo medico personale Alberto Zangrillo. A quel punto, l’ex cavaliere ha scoperto di dover restare nella struttura e l’umore, come ha spiegato nel pomeriggio di venerdì Zangrillo, si è fatto “non proprio dei migliori”.

Si sentiva convinto di poter rientrare ad Arcore, Berlusconi. Invece è isolato in un’area di 300 metri quadri e, visti i sintomi e l’età “a rischio”, è probabile che il suo soggiorno si prolunghi per una decina di giorni almeno. “Fini precauzionali”, è il messaggio che gli ripetono e che viene veicolato all’esterno. Il fondatore di Forza Italia compirà 84 anni il 29 settembre e la sua età consiglia la massima cautela. Due ore prima, per lo stesso motivo, era stato convinto a muoversi verso il San Raffaele per una tac ai polmoni. Il responso, ad avviso di Zangrillo, è stato inequivocabile e di conseguenza anche la mossa successiva. È accaduto poco dopo la telefonata del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, “uno scambio cordiale e cortese, per fargli migliori auspici di pronta guarigione”, ha spiegato il premier alla Festa del Fatto Quotidiano.

Fuori intanto, le figlie e i figli seguono con apprensione l’evolversi della situazione. Barbara, anche lei positiva come Luigi, interviene sui giornali per replicare alle ricostruzioni che la vogliono come la prima contagiata a Villa Certosa. “Non sono l’untrice”, dice e ripete. La primogenita Marina viene descritta come la più “furiosa”, perché per mesi è stata lei ad imporre la linea più restrittiva possibile sulla vita del padre. Il lockdown trascorso in Provenza con la fidanzata Marta Fascina è stata una sua decisione, così come, stando alle ricostruzioni, è stata lei a spingere per il ricovero e un monitoraggio continuo dell’evoluzione clinica del contagio. Allo stesso tempo chiede “ben maggiore rispetto” per la malattia del padre e parla di giorni segnati “dalla ossessiva ricerca di conflitti” famigliari che “non esistono” e” da una caccia al ‘colpevole’ che lascia davvero sconcertati”.

Di certo, secondo Il Messaggero, c’è un messaggio di un nipote di Berlusconi che fisserebbe il primo contagiato a Villa Certosa al 10 agosto: “Abbiamo avuto una persona in Certosa che era positiva. Tuttavia il mio medico di fiducia mi ha detto di non fare il tampone. Ormai sono passati 15 giorni ed anche io mi sento la febbre”, il testo inviato a un amico il 25 agosto. In quei giorni Berlusconi è già ad Arcore, dove è rientrato il 19 agosto. Test negativi su test negativi fino all’altro giorno, quando il virus che girava negli ambienti che ha frequentato lo scorso mese non ha colpito anche lui.

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