Sessanta persone fra alunni e insegnanti in isolamento almeno per una settimana. Nemmeno il tempo di iniziare, che c’è già uno studente positivo al Covid-19 a Roma. Lo studente ha 17 anni e frequenta il liceo Marymount International di Roma, una scuola privata americana del quadrante nord della Capitale. Sono stati i genitori nella giornata di giovedì ad avvertire la preside Sarah Gallagher, che ha subito mobilitato la Asl Roma 1 per avviare le procedure. I sanitari hanno provveduto a porre in isolamento una cinquantina di ragazzi, ovvero i componenti della classe del giovane risultato positivo e altri con cui sarebbe venuto a contatto dal 2 settembre, data in cui l’istituto ha riaperto i battenti ai propri alunni.

Secondo fonti della Asl, tuttavia, sarebbero non più di una decina i giovani effettivamente “a rischio”. Il tampone antigenico rapido verrà effettuato fra 6-7 giorni, in quanto prima potrebbe risultare falsamente negativo. Nel weekend il complesso sarà sanificato e lunedì si ripartirà con le lezioni. “L’istituto ha contattato le famiglie e ha assicurato la didattica a distanza a tutti, nessuno resterà indietro”, spiegano a Ilfattoquotidiano.it dall’ufficio stampa del Marymount: “Durante l’estate abbiamo messo a punto procedure di estrema prudenza proprio per metterci a riparo rispetto a una situazione che si è puntualmente manifestata. Oltre ai banchi singoli, abbiamo creato turni alla mensa e forniamo una doppia copia dei libri, in alcuni casi preferendo il digitale, in modo che i ragazzi non debbano far entrare i loro volumi di studio dall’esterno”.

La Marymount è una nota scuola paritaria cattolica, che quindi ha aperto in anticipo rispetto alle statali: in questo delicato rientro, le scuole private sono diventate una specie di ‘banco di prova’ per capire come riprenderanno le lezioni. Tra dieci giorni esatti suoneranno le prime campanelle negli istituti italiani: nelle scorse settimane sono stati discussi i molti punti rimasti ancora in sospeso, dalle distanze ai banchi, dalla mascherina ai posti sugli scuolabus. La più grande incognita è proprio capire quale sarà il ruolo della ripartenza scolastica nell’aumento dei contagi.

Il viceministro Pierpaolo Sileri, giorni fa, aveva delineato la strategia ministeriale da adottare nel caso in cui emergesse un caso di positività in classe, esattamente come accaduto alla Marymount: ““In caso di una positività di un alunno – ha spiegato ad Agorà – la quarantena per la classe è un possibilità, ma si preferirà un tampone a tutti per un ritorno più veloce a scuola”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Rientro a scuola, arriva la Nuova Normalità: una sfida per costruire un altro modello di didattica

next
Articolo Successivo

Test sierologici agli insegnanti, “finora adesioni tra il 50 e l’80%, i positivi tra l’1 e il 2%”. Il punto dei medici di famiglia di sette regioni

next