In Europa riaprono le scuole e così anche a Wuhan, la megalopoli da dove è iniziata la pandemia che ha stravolto il mondo e le sue abitudini. Nella città capoluogo della provincia dell’Hubei non ci sono casi confermati di Covid-19 dal 18 maggio, mentre a livello nazionale, lunedì sono stati accertati 216 infezioni in Cina continentale. In tutto oltre 2800 asili, scuole primarie e secondarie hanno riaperto oggi i battenti, accogliendo circa 1,4 milioni di alunni. Tante e severe anche a Wuhan le regole da rispettare: tutti gli studenti devono portare le mascherine, che però non hanno l’obbligo di indossare in classe. La scorsa settimana, le autorità locali hanno assicurato l’immediato uso di piani di emergenza per ritornare all’insegnamento online in caso di modifica dei livelli di rischio, consigliando agli studenti di evitare i trasporti pubblici, se possibile. Alle scuole, invece, è stato ordinato di tenere esercitazioni e sessioni di formazione per aiutare a prepararsi e a combattere lo scoppio di nuovi focolai del virus, oltre a fare le scorte di attrezzature per il controllo delle malattie, limitando comunque le riunioni di massa non necessarie e presentando rapporti a cadenza quotidiana sulla situazione alle autorità sanitarie.

Pulizia e ingressi differenziati – Verso le 7 del mattino, gli studenti più grandi della Wuhan No. 49 Middle School sono entrati nel campus per il nuovo semestre. Dopo essersi fatti misurare la temperatura corporea, sono stati guidati nelle proprie classi lungo un percorso appositamente progettato. Dieci minuti dopo sono entrati gli alunni di un altro anno seguendo un altro percorso prestabilito. “La sicurezza e la salute di docenti e alunni rappresentano la nostra massima priorità”, spiega Yin Weiguo, un funzionario scolastico. “Un’approfondita disinfezione è stata condotta in tutte le aule, nelle mense, nei dormitori e nei locali per i servizi igienici e verrà effettuata ogni giorno: in ogni classe sono disponibili inoltre dispositivi di protezione come mascherine e disinfettanti per le mani”.

Le scuole nel resto della Cina – Misure simili sono state adottate oggi nelle scuole di tutto il Paese, dove gli alunni anche a Shanghai, nel Sichuan, nel Jiangsu, nel Guangdong e nello Yunnan entrano in aula per il nuovo semestre. A Shanghai oltre 1,5 milioni di studenti delle scuole primarie e secondarie sono tornati oggi in classe, mentre a Shenzhen sono tornati a scuola anche gli alunni di 2.628 asili, scuole primarie e secondarie. “Il cambiamento più grande di questo semestre è che non dobbiamo più indossare le mascherine in aula”, ha gioito Gan Siqi, alunno di seconda media della città di Liuyang, nella provincia centrale dell’Hunan. “Anche se dobbiamo ancora farci misurare regolarmente la temperatura corporea, non siamo così nervosi come lo scorso semestre”.

Il virus sotto controllo – I dati ufficiali della Cina sul Covid-19 mostrano che a Wuhan si è concentrato l’80% dei decessi correlati al virus, 3.869 sugli oltre 4.600 su scala nazionale, avendo sperimentato anche il primo lockdown totale da fine gennaio per oltre 70 giorni. A maggio è stata completata la campagna a tappeto di test per verificare gli 11 milioni di residenti. Wuhan ha visto un graduale ritorno alla normalità da aprile, quando il blocco totale è stato revocato, e dal 18 maggio non ha segnalato più alcuna nuova trasmissione locale del coronavirus. La Cina, ad oggi, ha in gran parte controllato la diffusione del virus e le scuole in tutto il Paese, chiuse da fine gennaio, sono state gradualmente riaperte. Shanghai, ad esempio, ha riaperto i suoi istituti a maggio e Pechino, che ha sofferto di un focolaio scoppiato di recente al mercato all’ingrosso di Xinfadi, ha chiarito che le lezioni riprenderanno in tutte le scuole, compresi gli asili, entro la prima metà di settembre. Le autorità sanitarie della capitale hanno però richiesto l’uso delle mascherine agli insegnanti e agli studenti.

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