Dopo il record di venerdì, nella giornata di sabato scendono a 5.453 i nuovi casi di coronavirus confermati in Francia, dove il presidente Emmanuel Macron non ha escluso un nuovo lockdown. E sono 400 le persone in terapia intensiva contro le 387 di venerdì. Non manca però chi continua a sostenere tesi negazioniste: tra le 200 e le 300 persone si sono riunite a Parigi per protestare contro l’uso obbligatorio delle mascherine al grido di “libertà, libertà” e con il sostegno di alcuni gilet gialli. E anche a Berlino la polizia ha dovuto intervenire per cercare di disperdere oltre 18mila manifestanti contro le misure anti covid-19, con blocchi di strade e sit-in. Una persona è stata arrestata per il lancio di una bottiglia, mentre un cestino della spazzatura è stato dato alle fiamme a Friedrichstrasse, una delle strade dello shopping. Alcune immagini video mostrano gli agenti che trascinano via i manifestanti. La protesta è stata interrotta per mancato rispetto delle regole sul distanziamento.

Intanto un avvertimento analogo a quello di Macron è arrivato dal ministro della Salute inglese, Matt Hancock, che in un’intervista al Times ha spiegato: “Se i casi aumentano dobbiamo adottare lockdown locali molto estesi o intraprendere ulteriori azioni nazionali. Non lo escludiamo, ma preferiremmo non farlo”. In Gran Bretagna i nuovi positivi registrati nelle ultime 24 ore sono 1.108 nuovi contagi contro i 1.048 del giorno prima, 12 i decessi. Crescita dei casi anche in Spagna, dove varie comunità autonome hanno registrato un record di contagi giornalieri: 297 alle Canarie, 355 nella Murcia, 866 nei Paesi Baschi. Intanto è entrato in vigore in Catalogna il divieto di riunioni di oltre 10 persone.

Contagi in crescita in Bosnia e Croazia – Nella regione balcanica resta alta la curva dei contagi in Bosnia-Erzegovina e Croazia, mentre cala in Serbia. Nelle ultime 24 ore in Bosnia-Erzegovina i nuovi casi di coronavirus sono stati 333 su 1.513 test effettuati, con altri tre decessi. I totali sono saliti a 19.264 contagi complessivi da inizio epidemia e 576 morti. In Croazia anche oggi il numero dei contagi è stato superiore ai 300, con tre decessi. A causa dei tanti contagi riscontrati su persone di ritorno da vacanze sulla costa adriatica croata, il Paese è stato posto sotto osservazione e inserito da vari stati, Italia compresa, nella lista di quelli non sicuri epidemiologicamente, con obbligo di test o quarantena all’ingresso. Il bilancio delle ultime 24 ore in Macedonia del Nord è di 131 contagi e sei decessi, che portano i numeri totali a 14.293 e 596. In calo invece i casi di covid-19 in Serbia, dove da ieri i contagi sono stati 75 su 6.996 test, con una vittima. I pazienti in terapia intensiva con respiratore sono 40. In Montenegro, dove domani si vota per le elezioni politiche fra strette misure di prevenzione, si sono registrati 64 nuovi contagi e un morto nelle 24 ore, in Slovenia i casi da ieri sono stati 37, senza nuovi decessi.

In Belgio il trend delle nuove infezioni cala – Qualche segnale positivo arriva dal Belgio, il Paese che ha avuto un numero di morti tra i più alti al mondo in proporzione agli abitanti: nella settimana tra il 19 e il 25 agosto, il trend delle nuove infezioni è diminuito del 13%, con 445 nuove infezioni di media al giorno. Dati in controtendenza, ma non abbastanza per un rientro in aula con serenità. “Apriremo le scuole in un momento in cui ci sono ancora molti contagi e questa è una sfida”, ha detto al giornale De Morgen Pierre Van Damme, esperto di malattie infettive e vaccinologia all’Università di Anversa. Anche se il tasso di contagio si è abbassato, una media sopra i 400 nuovi casi giornalieri resta troppo alta, secondo alcuni esperti. Intanto permane in tutto il Paese l’obbligo di indossare la mascherina anche nei luoghi pubblici all’aperto e sono molti gli Stati, tra questi la Grecia ed il Regno Unito, che hanno istituito l’obbligo di quarantena o di tampone in caso di rientro da un viaggio nel Paese.

In Corea del Sud timori per la tenuta del sistema sanitario nazionale – La Corea del Sud ha registrato 323 nuovi casi mentre i funzionari sanitari si preparano a inasprire le misure restrittive nella capitale. E’ il sedicesimo giorno che il numero dei nuovi contagiati è a tre cifre. I decessi nelle ultime 24 ore sono stati 5. I centri coreani per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno riferito che 249 dei nuovi casi provengono dall’area metropolitana densamente popolata di Seul, dove vive circa la metà dei 51 milioni di abitanti del paese. La Corea del Sud ha registrato 4.630 casi negli ultimi 16 giorni. Si teme per la tenuta del sistema sanitario nazionale. Dopo l’ondata partita dalle chiese di di Seul, gli ospedali dell’area metropolitana della capitale hanno il 4,5% dei letti per ricoveri critici, dal 22% di una settimana fa. “Solo 15 letti circa sono disponibili nell’immediato per i casi più urgenti”, ha ammesso Yoon Tae-ho, direttore generale per le politiche di salute pubblica del ministero della Salute.

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