“Sono convinto che gli elettori, tantissimi elettori anche del M5s faranno la scelta per vincere”. Dalla città in cui per la prima volta esponenti pentastellati sono entrati in una giunta Pd e in una delle regioni spartiacque per il giudizio su chi la spunterà alle elezioni del 20-21 settembre, Nicola Zingaretti spinge per la prima volta sul voto disgiunto rivolgendosi direttamente a chi sostiene il Movimento. Lo fa nelle Marche, ma il discorso è replicabile anche in Puglia, altra regione in cui il centrosinistra ha governato negli ultimi 5 anni e non ha trovato un accordo con il partner di governo per una candidatura comune.

Il segretario del Pd è chiaro: “La base del Movimento Cinquestelle si è pronunciata, i dirigenti più importanti hanno fatto appelli”, spiega. “E io sono, quindi, molto fiducioso che l’elettorato 5 stelle sceglierà, perché io ho rispetto di tutti i candidati presidenti, ma in realtà tutti sappiamo che la scelta è a due”, continua lasciando intendere che la lotta per la vittoria è tra l’aspirante governatore sostenuto dal centrosinistra Maurizio Mangiarlardi e quello di centrodestra, Francesco Acquaroli.

La conseguenza, a suo avviso, diventa logica: “Se non vogliamo che la destra, perché non è una coalizione di centrodestra ma di destra, anzi di estrema destra, metta le mani sul futuro delle Marche, io sono convinto che gli elettori, tantissimi elettori anche di M5s faranno la scelta per vincere”, è l’appello lanciato da Pesaro, città in cui il sindaco dem Matteo Ricci è stato tra i primi ad aprire la sua giunta ad esponenti dei Cinque Stelle.

“Nei sistemi maggioritari a turno unico o si sta di qua o di là – ha osservato Zingaretti – E visto che siamo tutti di qua a governare il Paese, come ha detto la base del Movimento 5 stelle, bisogna fare la scelta dell’unità”. Perché, ha aggiunto chiudendo il suo invito agli elettori Cinque Stelle sul candidato demMangialardi, “quando ci si divide vincono gli avversari, quando si è uniti vinciamo noi”.

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