Dopo appena un giorno dall’avvio dei test sierologici per insegnanti e personale scolastico in vista dell’avvio della scuola, in Umbria c’è già una prima stima: in 20, su 1334 soggetti testati, sono entrati a contatto con il virus, vale a dire 1,5%. A renderlo noto la stessa regione, tramite l’assessore alla salute Luca Coletto, che esulta per la “grande partecipazione” del personale, dato che l’esame si effettua su base volontaria. I positivi sono stati sottoposti al tampone molecolare, per capire quindi se l’infezione è ancora in corso o meno, fa sapere sempre Coletto, e ora sono “in isolamento in attesa dei risultati”. Numeri simili anche nell’ats Insubria, che comprende i territori di Varese e Como, dove a fare il test sono state 945 persone in un giorno. Come riporta Varese News, i positivi al sierologico sono stati 12.

Lo screening in Umbria, fa sapere la Regione, “lascia sperare in una ripartenza in tranquillità del prossimo anno scolastico”. E questo, commenta l’assessore Coletto, “è un elemento fondamentale per il nostro territorio e di tranquillità per le famiglie che vivono con apprensione la ripresa dell’attività scolastica”. Proprio a questo, infatti, punta l’indagine volontaria avviata dal ministero della Salute e dal ministero dell’Istruzione: intercettare prima eventuali positivi per evitare che entrino in classe. “Tutto il personale della scuola ha dimostrato, come sempre e come prevedevamo, un grande senso di responsabilità – ha aggiunto Coletto – I dati sono incoraggianti, se il numero delle adesioni registrate sarà confermato anche nelle prossime giornate, lascia prevedere che sarà possibile terminare lo screening nei tempi previsti e senza grandi difficoltà”. In Umbria la campagna, avviata ieri, andrà avanti fino al 29 agosto per il personale delle scuole che iniziano le attività il 1 settembre. Poi proseguirà dal 1 al 12 settembre per docenti, ata e professionisti che inizieranno l’attività il 14 settembre. “Il calendario dello screening sierologico è stato trasmesso a tutti i dirigenti scolastici e, per il loro tramite, a tutto il personale scolastico, con la sollecitazione a promuovere l’adesione alla campagna – fa sapere la Regione – Il personale scolastico dovrà presentarsi nel punto prescelto portando l’autocertificazione debitamente compilata, utilizzando un modello prestabilito, e il codice fiscale”.

Di fronte alla disponibilità degli insegnanti a sottoporsi al test, però, in alcune regioni manca la collaborazione dei medici di base. È il caso della Lombardia: solo il 2% dei dottori ha aderito alla campagna, con il risultato che, al momento della prenotazione volontaria, molti pazienti si sono ritrovati con il cerino in mano.

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