“Eravamo in un ristorante di Rimini con la famiglia di mia sorella e il cameriere, dopo aver preso le nostre ordinazioni, si è girato verso l’immagine di Mussolini e ha chiesto scusa per aver servito dei neri. Un episodio surreale alle soglie del 2021″. La denuncia arriva da una famiglia di origine nigeriana di Imola (in provincia di Bologna), che in un video pubblicato su Facebook ha raccontato quando accaduto domenica 16 agosto, in una pizzeria di Viserbella, a Rimini. Vicenda per la quale è stato presentato anche un esposto ai Carabinieri di Imola.

Adjisam Mbengue e suo marito si erano recati con la loro famiglia per festeggiare il compleanno della nipote di 2 anni. A servirli un cameriere che, secondo la denuncia, una volta prese le ordinazioni si è girato verso un ritratto del Duce appeso al muro, ha teso il braccio per fare il saluto romano e ha detto: “Scusami Benito“. L’uomo è stato denunciato ai carabinieri dalla stessa Mbengue, che ha sui social ha poi definito il gesto “un episodio surreale alle soglie del 2021″.

Dapprima increduli, i presenti hanno poi realizzato quanto accaduto. Tra la sorella e il cameriere è quindi scoppiata una discussione abbastanza animata, finita con le scuse di quest’ultimo (alcuni momenti di questa discussione sono stati ripresi dal figlio della donna e diffusi si Facebook). “Avevamo notato il quadro quando siamo arrivati – racconta Mbengue – ma siamo in democrazia, per me ognuno può manifestare il suo pensiero come vuole. Ma quando io e mia sorella abbiamo sentito quelle parole col saluto romano abbiamo perso la testa- Voglio andare fino in fondo – assicura -. Lo devo fare per i miei figli, per tutti i bambini che crescono qui e che rischiano un domani di dover avere a che fare con gente così. Siamo neri, sì, e allora? Non abbiamo la peste. Rimini è una città in cui si incontra tutto il mondo. E invece nel 2020 c’è ancora gente che accoglie così clienti colpevoli solo d’avere la pelle nera”.

Contattata da Rimini Today, una cameriera del locale respinge le accuse. “Non ci sono poster di Mussolini nel locale, ma solo delle bottiglie di vino che hanno l’immagine del Duce sull’etichetta, che vendiamo come souvenir. Non ci sono stati insulti razzisti, lavoriamo con professionalità”. Sulla vicenda è intervenuta anche la vicesindaca di Rimini, Gloria Risi. “Spero nel profondo del cuore – ha commentato – che tutto ciò che sta rimbalzando questa mattina sul web in ordine a un denunciato episodio di razzismo in un locale di Rimini, sia frutto solo di un gigantesco equivoco. Che, per dirla tutta, comunque sarebbe grave, a partire dalla verifica circa la presenza in un locale pubblico dell’effigie di Benito Mussolini, in sfregio alle leggi vigenti sull’apologia del fascismo. Prima come cittadina di Rimini, e poi come pubblico amministratore – ha aggiunto – esigo immediate spiegazioni e riscontri fattuali perché, se fosse accaduto quanto riferito, sarebbe una cosa talmente vergognosa e disumana che il Comune di Rimini si affiancherebbe immediatamente e senza indugio alcuno alla denuncia della donna”

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