Non voglio soffermarmi sulla figura di Lorenzo Cherubini, in arte (?) Jovanotti. Per una disamina del personaggio, rimando a quanto ha scritto di lui recentemente Ray Banhoff, collaboratore di Rolling Stone. Mi interessa piuttosto, alla luce di un post pubblicato in questi giorni dal naturalista ed ambientalista Augusto De Sanctis, riandare al Jova Beach Party dell’anno scorso.

Cosa è stato il Jova Beach Party? Un insieme di concerti tenuti da Jovanotti sulle spiagge italiane dal 6 luglio al 31 agosto 2019. In realtà, ha anche toccato una località sciistica non propriamente “ecologica” come Plan de Corones il 24 agosto e si è concluso in un non luogo come l’aeroporto di Linate il 2 settembre. Ma perché parlo di “ecologia” riguardo al mega evento? Perché il partner principale del tour è stato il Wwf, insieme ad altri soggetti come la Ferrero e la Sammontana. E proprio il Wwf al termine, ha diramato una nota entusiasta circa la sensibilizzazione del pubblico sul problema della plastica.

Ma torniamo ad Augusto De Sanctis, che, dopo una faticosa procedura di accesso agli atti, ha ottenuto di recente la lettera con cui la società che gestiva il tour, la Trident Music s.r.l., chiedeva tutta una serie di interventi al comune di Roccella Jonica per l’effettuazione del concerto sulla spiaggia denominata area-natura village. Il primo intervento era lo “sbancamento delle dune” ed il “livellamento della spiaggia”. Il secondo lo “spianamento e livellatura della spiaggia e successiva bonifica della stessa con rimozione di erba, arbusti e piccoli alberi”. Prescrizioni cui il Comune ha regolarmente adempiuto.

Ma De Sanctis non ha scoperto solo questo, ha scoperto altresì che l’area in questione, secondo il Piano del Demanio del comune di Roccella Jonica, doveva essere conservata/ripristinata nella sua totale integrità” e che erano altresì vietate “alterazioni e movimentazione della coltre superficiale di terra”. Ciliegina sulla torta: l’operazione al comune è costata nella sua totalità 50.000 euro, che non sono spiccioli per una amministrazione come Roccella Jonica.

Un episodio marginale, direte? Certo, c’è di peggio, ma io non aderisco al partito del “menopeggismo” o del “benaltrismo”. L’episodio è significativo almeno di quanto valgano nel nostro paese i vincoli ambientali, di come vengano spesi i soldi pubblici e del legame che spesso lega quel che resta dell’ambientalismo nostrano al business. E poi, non sarebbe il caso di smetterla con i grandi eventi?

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