Una “nave della società civile“, tutta italiana e finanziata con il crowfunding, per il soccorso nel Mediterraneo e per “dire basta allo stillicidio di vite umane”, anche di “coloro che vengono riportati nei lager libici”. Questo l’obiettivo di ResQ-People Saving People, l’associazione presentata a Milano, che intende entro il 2021 andare in mezzo al mare con una propria imbarcazione. Perché, rivendica l’ex pm del pool di Mani Pulite e presidente onorario della stessa associazione, Gherardo Colombo, “chi rischia di annegare e morire in mare va sempre salvato”. Un obiettivo che, sottolinea, risponde ai dettami della Costituzione: “Anche per questo quando si è trattato di cominciare questo percorso ho detto sì”, ha spiegato l’ex magistrato. “Mi sono chiesto: ma se io stessi annegando, mi piacerebbe che qualcuno venisse a salvarmi? Certo, quindi mi sembra che sia mio compito cercare di aiutare gli altri”, ha aggiunto Colombo. “Siamo già in contatto con altre realtà, compresa Mediterranea Saving Humans e non solo”, ha spiegato Luciano Scalettari, giornalista e Presidente di ResQ – People Saving People.
L’associazione ha precisato come l’imbarcazione che verrà acquistata sarà di circa 40 metri con dieci persone di equipaggio per il funzionamento, e nove tra medici e infermieri, soccorritori, mediatori giornalisti e fotografi. Due gommoni veloci invece, assicureranno gli avvicinamenti alle imbarcazioni in difficoltà e il salvataggio dei passeggeri. Certo, i finanziamenti da reperire saranno onerosi. Perché, come ha spiegato Lia Manzella, progettista e membro del Direttivo, il progetto – su 18 mesi – richiederà un costo complessivo di 2 milioni e mezzo di euro: “Speriamo di essere nel 2021 in mare, magari per tutto l’anno”. Secondo le stime serviranno circa 700mila euro per l’acquisto della nave e per l’equipaggiamento per le attività di soccorso in mare, altri 800mila euro per la copertura dei costi dell’equipaggio, poi altri 700mila euro tra carburanti e farmaci. ResQ è già in contatto, si è spiegato durante la presentazione online dell’associazione, con diversi donatori e soci: “Al momento sono 130 associati, ma contiamo di diventare 1.000 prima della fine dell’estate”.
Sul nodo delle multe alle ong (che, secondo le bozze di accordo sulle modifiche ai Decreti sicurezza, sarebbero mantenute, seppur in forma ridotta rispetto a quelle milionarie volute da Salvini durante il governo giallo verde, ndr), Colombo invece ha tagliato corto: “Tutto il resto viene dopo. Non nego che ci siano problemi, ma primo di tutto bisogna pensare a salvare”. “Mi sembra immorale discutere ancora se sia giusto salvare o no, da ogni punto di vista è un obbligo. E per metterlo in atto abbiamo bisogno della società civile, perché evidentemente gli Stati non sono stati all’altezza”, ha aggiunto pure Filippo Grandi, Alto commissario Unhcr, che ha partecipato alla conferenza online di presentazione di ResQ People Saving People.

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