Il miglior calciatore del 2020 non ci sarà. Per essere più corretti non sarà assegnato, per la prima volta dal 1956, il Pallone d’oro. Il prestigioso trofeo calcistico individuale, istituito dalla rivista France Football premia il miglior calciatore dell’anno solare. France Football sgonfia il suo stesso pallone placcato oro. Dunque Cristiano Ronaldo non potrà agganciare Lionel Messi mentre l’argentino non potrà allungare sul portoghese, vista l’età dei due, chiudendo la sfida.

Messi e Ronaldo sono i primi due nomi a venire in mente appena si parla di Pallone d’oro, i sei successi della “Pulce” resteranno ancora per un anno il record assoluto che solo CR7 avrebbe potuto raggiungere, quest’anno o mai più credo. Fantasticando un po’, se la Juventus fosse arrivata almeno in finale (e Messi no) di Champions League, il 7 bianconero avrebbe potuto sognare di rivincere l’ambito trofeo a quasi 36 anni.

Luka Modrić nel 2018 ha dimostrato che i due sono umani così come gli organizzatori del premio che secondo me hanno fatto un errore, umano anche quello, a interrompere la storia del Pallone d’oro.

“Come comparare l’incomparabile” si chiede France Football che a causa di una mancata equità nella disputa dei vari campionati e di alcune competizioni ha scelto la via più drastica. Annullare. La pandemia ha cancellato due mesi decisivi per la decisione dei 220 giurati, che avranno avuto altro a cui pensare in questo periodo di crisi e stadi vuoti.

Eppure qualcuno alzerà la Champions, l’Europa League e i trofei dei titoli nazionali. Nessuno di loro, magari dopo 50 gol, merita di mettere in bacheca un premio che corona una carriera? Attaccanti come Karim Benzema del Real Madrid o Robert Lewandowski, autori di una buona stagione, perderanno l’occasione della vita, quel treno che passa una volta per chi non si chiama Messi o Ronaldo.

Immaginate poi se l’Atalanta dovesse portare a termine un’impresa inimmaginabile (e non la dico nemmeno), almeno uno degli uomini di Gasperini andrebbe premiato, anche per rendere giustizia a un cammino incredibile. Quando France Football parla di “credibilità e legittimità” da difendere per giustificare la mancata premiazione di quest’anno, dovrebbe voltarsi indietro e guardare a certe scelte venute fuori nel passato.

Si premia il migliore dell’anno, non il più forte giocatore del pianeta – è vero, ma il “caso” ha determinato tante vittorie giudicate spesso dubbie. Su tutte Hristo Stoičkov su Roberto Baggio nel 1994 e Matthias Sammer su Ronaldo “il Fenomeno” (per un solo punto). Il caso non contempla equità alcuna, una partita non è uguale all’altra così come un campionato non è allo stesso livello dell’altro. Anche lo stesso campionato, da un anno all’altro, può elevarsi o abbassare il suo livello. Le disparità, l’imprevedibile, è il sale di questo sport sempre più inquadrato e schematico.

Manca un mese al termine di questa strana stagione e sono certo che qualcuno segnerà ancora gol a raffica, servirà assist a ripetizione o parerà l’imparabile. Fra questi ci sarebbe stato il migliore del 2020 oppure, visto che non è un’annata ordinaria, sarebbe stato anche colui che ne avrebbe fatto uno solo ma pesante, prezioso e luccicante, come un pallone dorato.

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