Non proprio un decollo da manuale. Nuova Alitalia, nuove polemiche. Prende forma il piano per l’ennesimo rilancio della compagnia: inizialmente la flotta sarà più piccola, con 70 aerei, ma poi potrà tornare a crescere, fino ad arrivare ad oltre 100 velivoli nel 2023 quando il traffico tornerà normale. La partenza in sordina ha messo però subito in allerta i sindacati che esprimono il loro dissenso e chiede garanzie per l’occupazione. In particolare sulla cifra di 4mila esuberi circolata in queste ore. A stretto giro arrivano però le rassicurazioni del governo. “Gli esuberi non potranno essere 4mila. Contiamo di assorbire più personale possibile in progressione, perché il piano modulare ci porterà, dalla seconda metà del 2022 in poi, ad avere molto più lungo raggio”, ha affermato il ministro dei Trasporti Paola De Micheli. L’obiettivo del governo è anzi quello di evitare qualsiasi licenziamento. Lo scorso maggio con il decreto Rilancio l’esecutivo ha stanziato 3 miliardi di euro per risollevare la compagnia.

Nel piano cui sta lavorando il nuovo management (l’a.d. Fabio Lazzerini e il presidente Francesco Caio) “esiste una dotazione iniziale con un range di 70 aerei che è il numero di quelli che servono oggi per volare”. L’indicazione è arrivata dal ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli , interpellato sulle indiscrezioni sulla bozza del piano che sarebbe stata illustrata a Bruxelles. A sua volta Patuanelli ha smentito la voce sui 4mila esuberi. L’obiettivo del governo è che la nuova Alitalia sia pronta tra ottobre e novembre prossimi.

I primi numeri del piano, tuttavia, preoccupano i sindacati, contrari al temporaneo ridimensionamento della compagnia. Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl TA affermano congiuntamente: “Questo è il momento di essere più coraggiosi e di investire guardando l’evoluzione del mercato a partire dal 2021, nel solco dell’obiettivo formulato insieme ai ministri competenti ed al Governo, tanto più che una compagnia di bandiera per poter vivere sul mercato deve avere una massa critica minima di 100 macchine”. In pre allarme anche i piloti e assistenti di volo riuniti nella Federazione del trasporto aereo (Fnta), che vista l’importanza del dossier chiede che “vengano coinvolti tutti gli attori possibili nella definizione del piano industriale”..

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