Mascherine, o si torna indietro alle restrizioni. L’assessore alla Sanità della regione Lazio Alessio D’Amato rivolge un appello alla responsabilità dei cittadini che, complice il clima più rilassato, non usano correttamente i dispositivi di protezione. “Rivolgo un appello all’utilizzo della mascherina o si dovrà richiudere. Non possiamo tornare indietro e disperdere gli sforzi fatti fin qui”. Poi fa riferimento alla situazione spagnola, dove sono tornati focolai e lockdown circoscritti: “Dobbiamo usare la mascherina o rischiamo nuovi casi come in Catalogna“. Nel Lazio oggi si sono registrati 17 casi, precisa l’assessore, di cui dieci di importazione: “Sei casi sono di nazionalità del Bangladesh, un caso dall’Iraq, due dal Pakistan e uno dall’India”. In base alle ultime linee guida del governo, fino alla fine del mese rimane l’obbligo a indossare i dispositivi di protezione negli ambienti chiusi – negozi, mezzi pubblici, ma anche nei bar prima di consumare al tavolo – o in tutte quelle situazioni in cui, seppur all’aperto, non si riesce a mantenere un adeguato distanziamento interpersonale.

Nel Lazio, in particolare nella Capitale, continuano i controlli, specialmente nelle zone della movida: Trastevere, San Lorenzo, Rione Monti. Un’associazione culturale in via del Mandrione è stata multata e chiusa dalla polizia per il mancato rispetto delle regole anticontagio: dentro sono state sorprese almeno 80 persone a ballare, nonostante il divieto di organizzare discoteche al chiuso. Gli ospiti del circolo erano tutti privi di mascherina e nessuno rispettava la distanza di 2 metri prevista dai protocolli. Gli accertamenti hanno anche evidenziato una conduzione irregolare del circolo, con attività di intrattenimento e somministrazione di bevande e alimenti esercitata, oltre che in maniera difforme alle norme Covid, in forma del tutto abusiva: l’accesso al locale era consentito indistintamente a tutti, e non ai soli soci.

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