“Questo è il momento di approvare due norme: quella sull’economia circolare, rispetto alla quale siamo ormai prossimi. Ma anche il disegno di legge governativo ‘Terra mia‘, che fa il paio con la legge sugli ecodelitti, è praticamente pronto, e spinge ancora più alto l’asticella della tutela anche penale del meccanismo”, così il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, nel suo intervento davanti alla “Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati”, nel corso della presentazione della relazione su ‘Emergenza epidemiologica Covid-19 e ciclo dei rifiuti’. Un disegno di legge già più volte annunciato durante la passata esperienza di governo M5s-Lega, ma non ancora approdato in Consiglio dei ministri. E che dal dicastero dell’Ambiente ora puntano ad approvare: “Al più presto, non ho una data, ma è ormai praticamente pronto, è in diramazione ai ministeri. Se da una parte vogliamo fare nuovi impianti, seppure a determinate condizioni, dall’altra voglio aumentare il sistema di controllo verso il mondo criminale che ogni volta prova a riemergere”, ha concluso il ministro.
Sul capitolo rifiuti ed ecomafie è intervenuto anche il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, che ha sottolineato il ruolo delle ecomafie. “Osservando statisticamente i fatturati delle ecomafie notiamo che sono sempre in ascesa. L’emergenza Covid-19 sia un’occasione per resettare e ricostruire il sistema del ciclo dei rifiuti, facendo attenzione a quanto il settore sia appetibile alla criminalità organizzata tutta, soprattutto di stampo mafioso”. Secondo Morra ”anche in assenza di evidenze investigative si deve comunque ipotizzare per innescare il controllo”, perché ”prevenire è meglio che curare”.

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