Sono stati eletti a scrutinio segreto dal Parlamento i nuovi componenti del Garante per la protezione dei dati personali e dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). Alla Privacy vanno Agostino Ghiglia (123 voti) e Pasquale Stanzione (121) su indicazione del Senato, mentre i deputati di Montecitorio hanno dato il via libera a Guido Scorza (237) e Ginevra Cerrina Feroni (209). All’Agcom sono stati eletti da Palazzo Madama la docente di sociologia dell’Università Roma Tre Elisa Giomi (110 voti), candidata ufficiale del Movimento 5 stelle, e Laura Aria (123), mentre la Camera ha optato per Antonello Giacomelli (211) ed Enrico Mandelli (202). Alle votazioni non hanno partecipato i renziani in protesta contro l’accordo “blindato” all’interno della maggioranza che li avrebbe esclusi dal giro di nomine.

Chi sono i nuovi membri delle authority – Il collegio del Garante della privacy è composto da 4 membri, eletti equamente tra Camera e Senato. Il primo nome fuoriuscito da Palazzo Madama è quello di Agostino Ghiglia, attuale esponente di Fratelli d’Italia in Piemonte ed ex deputato di lungo corso (prima con An, poi con il Popolo della libertà). Eletto anche Stanzione, classe 1945, giurista ed ex docente di diritto privato all’Università di Salerno. Gli altri due nomi sono quello di Guido Scorza – esperto di diritto digitale e blogger de ilfattoquotidiano.it – voluto dai pentastellati e Cerrina Feroni, docente di diritto costituzionale all’Università di Firenze. All’Agcom vanno invece la professoressa Giomi e Laura Aria, da febbraio 2019 Direttore generale per gli incentivi alle imprese presso il ministero dello Sviluppo economico. In realtà il suo è un nome ben conosciuto nell’authority, dove ha già ricoperto diversi incarichi dirigenziali. Giacomelli, invece, è deputato in quota Pd, già sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico con delega alle comunicazioni nei governi Renzi e Gentiloni.

La protesta di Italia Viva – “Come segnale di dissenso sia nel merito che nel metodo, Italia Viva non ha ritenuto opportuno partecipare al voto per l’elezione i componenti della Authority per le Comunicazioni e per il Garante della Privacy”, ha dichiarato la deputata renziana Silvia Fregolent. “I motivi della mancata partecipazione al voto – spiega – sono stati sia di metodo che di merito. La nostra decisione è stata dettata dall’atteggiamento degli altri partiti della maggioranza che, invece di confrontarsi sulle questioni da noi sollevate, hanno scelto la strada di un accordo blindato. In più, tra i candidati della maggioranza non figurava nemmeno una donna”. “In questo fatto troviamo purtroppo la conferma che, con l’eccezione del governo Renzi, l’attenzione dimostrata nei confronti delle questioni di genere continua a non essere considerata una priorità”, conclude.

Le candidature del M5s – Il Movimento 5 stelle aveva annunciato le sue candidature – poi confermate dal Parlamento – con un post pubblicato stamattina sul blog delle Stelle, “al termine di lungo e approfondito percorso di valutazione dei curriculum che i tanti candidati hanno presentato”. Una scelta “non facile” per il capo politico Vito Crimi, “che privilegia la competenza e il merito, a garanzia di quella indipendenza che contraddistingue l’azione delle Autorità garanti”.

A cosa servono le authority – L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare il pluralismo e le libertà fondamentali dei cittadini nel settore delle telecomunicazioni, dell’editoria, dei mezzi di comunicazione di massa e nelle poste. Il presidente dell’Authority viene nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio, d’intesa con il Ministro dello Sviluppo Economico, previo parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti. Il Garante per la Protezione dei Dati Personali (Privacy) ha invece il compito di assicurare la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali e il rispetto della dignità nel trattamento dei dati personali utilizzando un potere sia autorizzatorio che sanzionatorio. Il presidente dell’authority viene eletto dai quattro componenti del collegio e in caso di pareggio sarà eletto il più anziano.

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