di Riccardo Mastrorillo

Alle elezioni politiche del 1992, incredibilmente, erano gli elettori che sceglievano i deputati, attraverso il meccanismo delle preferenze, e a quelle elezioni, peraltro per la prima volta, si sarebbe votato con la “preferenza unica”. Cambiamento epocale ottenuto grazie alla campagna referendaria promossa dal Movimento per la riforma elettorale, creato da Mario Segni e sostenuto dal liberale Antonio Baslini.

Il Partito Liberale si apprestava a individuare candidature aperte, quindi non solo di esponenti di partito, puntando a personalità note. La Gioventù liberale, su ispirazione di Alessandro Pilotti, segretario regionale dell’Emilia Romagna che aveva avuto contatti con il manager di Lorenzo Cherubini, propose di candidare il noto cantante conosciuto come Jovanotti.

Molti esponenti del Partito si opposero fermamente, dimostrando così la loro assoluta incapacità di saper leggere i cambiamenti sociali, che nei mesi successivi travolsero il sistema politico italiano e portarono, pochi anni dopo, allo scioglimento del Pli. Uno dei più contrari fu, incredibilmente, Antonio Patuelli, nonostante fosse l’esponente politico più importante dell’Emilia-Romagna (o forse proprio per questo…). Patuelli invece accolse con favore l’idea di candidare Vittorio Sgarbi.

Non ho mai compreso come una persona colta, intelligente e stimata come Patuelli avesse potuto fare un errore di prospettiva così grande. Così il Pli candidò Sgarbi, che già allora era noto per le sue intemperanze televisive ed aveva un curriculum politico già significativo: monarchico nel 1975, nel 1990 accetta la candidatura per il Partito Comunista al consiglio comunale di Pesaro, contemporaneamente alla stessa candidatura per il Partito Socialista Italiano; costretto a rinunciare a Pesaro, ripiega per il consiglio comunale di San Severino Marche (sempre con il Psi), diventando dopo due anni sindaco, sostenuto da una maggioranza composta da Democrazia Cristiana e Movimento Sociale

Alle elezioni politiche del 1992 Sgarbi risulterà eletto per il Partito Liberale con 11.438 preferenze, nella circoscrizione elettorale Sardegna (era candidato anche in Umbria), iniziando così una carriera inarrestabile. Aver preferito Sgarbi a Jovanotti è stato uno dei più grandi sbagli del Partito Liberale.

Oggi, mentre Sgarbi viene trascinato fuori, farneticante, dall’aula di Montecitorio, immagine del decadimento morale del Parlamento, Jovanotti, ad una contestazione sui social da parte di Matteo Salvini, gli risponde: “È bello avere idee e orizzonti diversi, ti rispetto e ti trovo forte nell’esposizione delle tue. Che le idee danzino è bene”.

Nel 1992, quasi come una risposta alla scelta degli esponenti del Pli di preferirgli Sgarbi, nella sua nota canzone “Ho perso la direzione” Jovanotti cantava:

Cerco di farmi un’idea ed ascolto i liberali
Che mi sembrano persone oneste e pure regolari
Poi mi accorgo che tra loro c’è Sgarbi Vittorio
Che vorrebbe esser presente anche a Montecitorio
Ma a me lui sta sul cazzo pur essendo intelligente
E non credo che lui faccia del bene alla gente
Lui che parla parla e spara commenta e spara
Vedo un’ombra di violenza la sua faccia non è chiara.

Jovanotti ha continuato per tanti anni la sua carriera di cantante impegnato, mai un’intemperanza, sempre civile, culturalmente e socialmente impegnato. Sgarbi invece, 4 anni dopo la sua elezione, ha subito una condanna a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, per produzione di documenti falsi e assenteismo.

Ha cambiato nella sua carriera politica circa 16 volte partito, candidato a tutto, è stato decine di volte assessore, in varie località e regioni, più volte parlamentare, sempre grazie alle liste bloccate, è stato anche eletto per due volte sindaco di Sutri. A gennaio si è candidato alle elezioni regionali in Emilia Romagna per Forza Italia, ed è risultato l’unico eletto, con appena 1605 preferenze, trascinando Forza Italia nel peggior risultato in assoluto nella storia politica nazionale (2,56%). Nei prossimi giorni dovrebbe formalizzare la sua candidatura alle elezioni amministrative di Senigallia, sempre nella lista di Forza Italia: vedremo dunque quanti voti riuscirà a far perdere, questa volta.

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