In Italia c’è ancora chi non ce la fa ad acquistare i libri di testo o un tablet. Sono migliaia le famiglie che vivono in situazioni di svantaggio, in contesti difficili dove spesso è quasi impossibile anche trovare un lavoro. A dare loro una risposta è il ministero dell’Istruzione che oggi ha annunciato uno stanziamento di 236 milioni di euro per garantire il diritto allo studio degli studenti delle scuole secondarie di primo e di secondo grado.

La cifra, secondo gli uffici di viale Trastevere, riuscirà a dare una mano a oltre 750mila ragazzi. A presentare l’iniziativa è stata la stessa ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nel corso della visita che si è svolta oggi all’istituto comprensivo “Giovanni Falcone” al quartiere Zen di Palermo. Una tappa “simbolica” tra quelle del tour che la ministra sta effettuando per partecipare ai tavoli regionali sulla ripartenza dell’anno scolastico.

“L’emergenza coronavirus ha messo a dura prova il sistema scolastico, ma anche molte famiglie che stanno affrontando difficoltà economiche impreviste. Con questo intervento puntiamo a tutelare il diritto allo studio, secondo quanto previsto dalla Costituzione e a dare un supporto concreto a chi deve sostenere spese anche importanti per i figli in vista del nuovo anno scolastico”, ha spiegato la ministra. Si tratta di stanziamenti aggiuntivi rispetto a quelli già destinati a questo scopo: “Abbiamo vissuto – spiega Azzolina – mesi particolari, avremo una ripresa in condizioni eccezionali, era giusto e doveroso prevedere un rafforzamento delle nostre azioni per il diritto allo studio”.

Saranno le stesse scuole a poter accedere alle risorse partecipando all’avviso pubblicato sul sito del ministero. Con i fondi potranno essere acquistati libri di testo scolastici sia digitali che cartacei, dizionari, dispositivi elettronici, materiali didattici per ragazzi con bisogni educativi speciali o disturbi specifici dell’apprendimento da destinare, anche in comodato d’uso, agli studenti che vivono in condizioni di svantaggio. I soldi andranno direttamente nelle mani degli istituti senza passare dalla Regione o da altri enti locali: un finanziamento diretto com’è accaduto per i 70 milioni di euro messi a disposizioni per l’acquisto di device durante la quarantena.

Una risposta concreta a quel milione di bambini che in Italia vive in povertà assoluta come ha denunciato più volte “Save The Children”. I materiali potranno essere consegnati in zainetti o altre custodie, trasformandoli così in veri e propri kit scolastici per il nuovo anno. Ogni scuola potrà avere a disposizione fino a 100mila euro per le secondarie di primo grado e fino a 120mila per quelle di secondo grado sulla base del numero di studenti e di altri indicatori relativi sia al disagio negli apprendimenti sia al contesto socio-economico di riferimento delle scuole. Al finanziamento potranno aderire anche le scuole paritarie secondarie di primo e di secondo grado non commerciali.

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