Lo aveva già fatto 25 anni: accoltellare un collega. Questa storia di cronaca che sa di ricorso arriva da Arezzo e ha per protagonisti due dipendenti comunali. L’aggressore, un operaio comunale, era in ferie ma si è presentato ugualmente nel deposito manutenzione del Comune, in via Tagliamento, all’apparenza per un saluto ai colleghi di lavoro. All’improvviso, invece, ha estratto un coltello da cucina, che si era portato da casa, e ha colpito al collo Mario Mastrantone, 47 anni, geometra addetto alla manutenzione comunale. È tutto avvenuto intorno alle 10.45.

Giovanni Polucci Sabbioni, 59 anni, che dopo l’aggressione è scappato, buttando per terra il coltello. Dopo circa un’ora e mezzo si è costituito presentandosi in caserma dai carabinieri. Nessuna spiegazione ha dato sui motivi dell’aggressione. L’uomo è stato quindi arrestato per tentato omicidio aggravato dalla premeditazione ed è stato condotto in carcere su disposizione del pm Roberto Rossi. Nello stesso luogo, il 20 giugno 1995 Polucci Sabbioni tentò di uccidere un altro collega colpendolo sempre alla gola. La coltellata inferta al geometra Mastrantone fortunatamente non ha compromesso gli organi vitali. Il ferito è stato trasportato in ambulanza in codice rosso all’ospedale San Donato ma le cure mediche hanno scongiurato il peggio. L’assessore ai lavori pubblici Gianfrancesco Gamurrini su Facebook ha rassicurato sulle condizioni del dipendente comunale: “Sta bene, è sconvolto ma non in pericolo”.

Nel corso degli accertamenti svolti nell’immediatezza è apparso subito chiaro ai Carabinieri e ai poliziotti della Squadra mobile della questura che Polucci Sabbioni non fosse pienamente in sé, a quanto pare era in cura per problemi psichiatrici. In breve tempo è emerso che 25 anni fa aveva aggredito con identiche modalità un altro collega di lavoro negli spogliatoi del deposito di manutenzione del Comune, sempre in via Tagliamento: quella volta si disse che l’uomo fosse affetto da manie di persecuzione. Il 20 giugno 1995, poco prima di colpire alle spalle l’operaio Franco Innocenti, all’epoca 48enne, Polucci Sabbioni aveva comprato un coltello a serramanico. Prima di essere arrestato, farfugliò: “Ha attentato alla mia vita, mi ha fatto lavorare sui fili elettrici dai quali passava la tensione. Dovevo vendicarmi”. L’operaio aggredito fu operato e se la cavò con una prognosi di una trentina di giorni. Dalle indagini emerse allora che Paolucci Sabbioni, che viveva nel quartiere di Saione, con la moglie e i suoceri, era soggetto a crisi depressive ed era stato in cura ai servizi di igiene mentale. Prima di essere arrestato e portato in carcere, in casa sua fu ritrovato il coltello che era stato lavato dal sangue e riposto in un cassetto.

Nulla Polucci Sabbioni ha detto oggi ai carabinieri riguardo ai motivi che l’hanno spinto ad aggredire il geometra che si trova attualmente ricoverato all’ospedale di Arezzo, con una prognosi di 20 giorni. Il coltello è stato sequestro. Il Comune di Arezzo, “in piena collaborazione con gli inquirenti”, avvierà “un’indagine interna per fare luce sulle dinamiche che hanno portato al folle gesto e adotterà i provvedimenti necessari” fa sapere il sindaco Alessandro Ghinelli. “Stamani – ha dichiarato il sindaco – non appena venuto a conoscenza dell’accaduto, sono andato in ospedale a portare la mia solidarietà al geometra Mario Mastrantone. Nonostante fosse ancora sotto shock, ho avuto la possibilità di scambiare con lui qualche parola, mantenendo la distanza interpersonale di sicurezza. Gli ho testimoniato la vicinanza mia e di tutta la struttura comunale, augurandogli una pronta guarigione. Per fortuna il colpo di coltello di cui è stato vittima non ha lesionato organi vitali. Di questa vicenda conserverà un bruttissimo ricordo, la cicatrice sulla pelle ma anche la soddisfazione per gli attestati di stima che in queste ore gli stanno manifestando tante persone, me compreso. Prima di salutarlo, gli ho fatto presente che lo aspettiamo presto al lavoro”.

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