Il giorno dopo l’omicidio di due dodicenni da parte del padre che poi si è tolto la vita a Margno (Lecco). proseguono le indagini dei carabinieri, coordinati dal pm Andrea Figoni e dal procuratore capo Antonio Chiappani. Il computer di Mario Bressi è stato sequestrato nella sua abitazione di Gessate, nel milanese, dai militari dell’Arma su disposizione della Procura di Lecco. L’analisi del pc, che potrebbe essere affidata a un consulente, è uno degli elementi fondamentali per consentire agli investigatori di accertare se il gesto del padre sia stato preordinato o se sia dovuto a un “cortocircuito”.

Il 45enne ha inviato tre messaggi WhatsApp alla moglie, Daniela Fumagalli. L’ultimo dei messaggi sarebbe in realtà una lunga lettera. È stata la donna ad aver trovato i corpi dei bambini che sembravano addormentati anche se, secondo il medico legale dopo un primo esame, la ragazzina sarebbe stata strangolata e il fratellino soffocato. La madre si era precipitata a Margno dopo aver tentato di mettersi in contatto invano con il marito, da cui pare volesse separarsi, e dopo aver letto un messaggio minaccioso.

Dopo aver ammazzato i figli l’uomo si è lanciato dal ponte della Vittoria a Maggio di Cremeno. A svegliare l’intero paese sono state proprio le urla della madre. “Non si svegliano, non si svegliano”. Un vicino ha raccontato di aver sentito nella notte “dei rumori molto strani”. Erano circa le 3 di notte: “Non ho pensato ai ladri e non sono uscito di casa”, il suo rammarico. “Se solo fossero stati più frequenti, forse avrei potuto fare qualcosa – ha aggiunto tra le lacrime – Il pensiero di questo padre che prepara da mangiare ai suoi figli e poi li uccide è qualcosa di mostruoso…”.

Originari di Gorgonzola ma dal 2003 residenti nella vicina Gessate, nell’area metropolitana di Milano, la famiglia Bressi era conosciuta nel paese. Ieri gli investigatori hanno ascoltato per circa tre ore, nella caserma di Casargo, la madre dei due dodicenni. Ingegnere biomedico e dirigente di una associazione sportiva, la A.S.D. FreeArt di Gessate per cui la figlia pattinava, la donna si era rivolta a un avvocato di Milano per avviare una separazione che non sembrava traumatica, tant’è che la coppia viveva ancora insieme. Gli inquirenti, che vogliono stabilire se l’omicidio-suicidio sia stato premeditato, hanno disposto l’autopsia sull’uomo e sui due bambini, trovati sul letto matrimoniale, dove il padre li ha ricomposti in attesa che la moglie li trovasse.

“Non mi risulta che nei mesi scorsi ci fossero state minacce o denunce o tensioni tra loro – spiega all’Adnkronos l’avvocato della donna, Davide Colombo -. È stato un gesto inaspettato, nessuno poteva prevederlo, non c’erano apparenti tensioni che potessero giustificare o far prevedere un gesto del genere”. La donna, sottolinea ancora il legale, “non ha mai presentato denunce nei confronti del marito, non si era arrivato assolutamente a questo. Tra loro due non era in corso nessuna separazione violenta né litigiosa, assolutamente. La signora non aveva alcuna intenzione di portargli via i figli, anzi. Contro il padre non aveva nulla da eccepire”. La coppia, secondo alcune testimonianze, avrebbe trascorso insieme la quarantena: “Non so se hanno passato il lockdown da separati – spiega però l’avvocato – e non so dire in che stato d’animo fosse l’uomo” quando ha compiuto l’omicidio.

L’autopsia è stata fissata per martedì prossimo, con il conferimento dell’incarico all’anatomopatologo Paolo Tricomi da parte della Procura di Lecco. L’esame autoptico, che comprende anche analisi tossicologiche, verrà effettuato sul corpo dell’uomo. Gli esiti dell’autopsia stabiliranno, tra l’altro, l’orario della morte – da un primo accertamento è stata collocata tra la tarda sera di venerdì e le prime ore di ieri mattina – e se, anche se non sono emerse evidenze, i ragazzini siano stati sedati.

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