Mappare tutti gli istituti scolastici per verificare gli spazi a disposizione, rinnovare e ripensare gli arredi, ripristinare oltre 3mila edifici dismessi su tutto il territorio italiano, valutando con gli enti locali la possibilità di sfruttare altre strutture per le lezioni. È il piano a cui sta lavorando il Ministero dell’Istruzione in vista di un ritorno sui banchi in massima sicurezza il prossimo 14 settembre. Il governo ha già approvato le linee guida presentate dalla ministra Lucia Azzolina ma dal lato pratico restano molti problemi da risolvere, in primis quello dello spazio. Come conferma anche il Comune di Milano, molte aule infatti non sono adeguate per garantire la distanza di almeno un metro tra i banchi e si dovrà quindi trovare un’alternativa: inizialmente si era pensato di suddividere gli alunni in due gruppi ma nel corso della conferenza stampa di venerdì la ministra ha tenuto a sottolineare che sarà garantito “il mantenimento del gruppo classe, tutte le studentesse e gli studenti avranno spazi per la didattica a settembre”.

Per questo fonti del Ministero fanno sapere che “in queste settimane è stato messo a punto un software che consente di incrociare, scuola per scuola, il dato degli alunni con quello degli spazi e con il distanziamento indicato dal Comitato tecnico-scientifico. Uno strumento nuovo, senza il quale sarebbe stato impossibile individuare le priorità di intervento. Secondo una prima analisi gli interventi più urgenti riguarderanno circa il 15% della popolazione studentesca, fatta eccezione per la scuola dell’infanzia che è esclusa da questo calcolo avendo altre indicazioni di distanziamento. Un dato significativo ma inferiore alle previsioni iniziali”.

Per questo si cercano soluzioni: una di queste potrebbe essere il ripristino di 3mila edifici scolastici che negli anni sono stati dismessi a causa del calo demografico e del dimensionamento, mentre “dove necessario saranno costruiti patti con i territori per individuare ulteriori locali fuori dal perimetro scolastico”. Intanto si provvederà ad ottimizzare gli spazi già a disposizione rinnovando l’arredo scolastico.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Scuola, Milano prepara il piano per il rientro: “Moduli in legno per creare nuove aule, si lavora anche su altri spazi come i cinema”

next
Articolo Successivo

Scuola, oltre 85mila cattedre vacanti per il prossimo anno: sono 20mila in più rispetto al 2019-20. Cisl: ‘Anni di mancate stabilizzazioni’

next