C’è il parere favorevole del ministro dello sport, Vincenzo Spadafora. Ma anche quello negativo del Comitato tecnico-scientifico. La ripresa degli sport di contatto a livello amatoriale o dilettantistiche, a partire dal classico ‘calcetto fra amici’, resta ancora un punto di domanda. Spadafora in un post su Facebook ha scritto che “manca solo l’assenso” del ministro della Salute, Roberto Speranza. Poi però è arrivato il rapporto del Cts, che non ritiene “al momento di poter assumere decisioni al riguardo che siano difformi rispetto alle raccomandazioni sul distanziamento fisico“.

Il governo riuniti nel Consiglio dei ministri ha deciso lo slittamento dal 18 al 25 giugno per la ripresa degli sport di contatto. Alla vigilia di questa data però non ci sono ancora indicazioni certe: “Ho incontrato in video conferenza il Presidente Bonaccini e i rappresentanti della Conferenza delle Regioni, che hanno stilato le indicazioni per la ripresa immediata, che saranno approvate domani (giovedì, ndr). Già ieri ho anticipato il mio parere favorevole alla riapertura. Manca solo l’assenso del ministro Speranza: appena lo darà si potrà ricominciare“, ha scritto Spadafora in un post su Facebook.

Il Comitato tecnico-scientifico però nel suo parere ha confermato che “in considerazione dell’attuale situazione epidemiologica nazionale con il persistente rischio di ripresa della trasmissione virale in cluster determinati da aggregazioni certe come negli sport da contatto, debbano essere rispettate le prescrizioni relative al distanziamento fisico e alla protezione individuale”. A tal proposito, il Cts ricorda che la deroga a tali prescrizioni è stata validata esclusivamente per la “ripresa delle gare di calcio professionistico limitatamente alla serie A”, perché “tale deroga” è “stata accettata in presenza di un interlocutore formale – la società sportiva – che ha assunto piena responsabilità” riguardo a esecuzione e controllo di “uno stringente protocollo di diagnosi e monitoraggio continui”. Dunque, in assenza di “simili protocolli a favore di singoli individui che si dedicano ad attività a livello amatoriale o di società dilettantistiche”, il Comitato tecnico scientifico “non ritiene al momento di poter assumere decisioni al riguardo che siano difformi rispetto alle raccomandazioni sul distanziamento fisico”.

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