Nella sera di lunedì 22 giugno, centinaia di militanti No Tav hanno marciato per i sentieri della Val di Susa per opporsi all’allargamento del cantiere avviato in questi giorni. Dopo mesi di stop, infatti, domenica le ruspe sono tornate al lavoro per realizzare uno svincolo autostradale. La reazione del movimento No Tav non si è fatta attendere. Nella notte tra domenica e lunedì, una ventina di persone si sono arrampicate sui tetti e sugli alberi nell’area dei Mulini di Giaglione per provare a impedire l’allargamento del cantiere. La polizia ha bloccato i sentieri isolando gli attivisti, in modo da costringerli ad abbandonare l’area. E così ieri sera centinaia di persone hanno provato ad aggirare i blocchi delle forze dell’ordine per portare cibo e vivande ai presidianti. Un tentativo solo parzialmente respinto dalla polizia che ha lanciato lacrimogeni in mezzo al bosco. “Questi luoghi sono stati espropriati e saranno distrutti per fare posto al cemento inutile dell’alta velocità Torino-Lione – spiega uno dei presidianti – nonostante la Corte dei conti europea abbia bocciato quest’opera da un punto di vista ambientale e nonostante i milioni di euro spesi bisogna ricordare che non è stato scavato ancora un metro del tunnel vero e proprio. Noi siamo qui come sempre per opporci a quest’opera”

immagini No Tav

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