Gli zoomer, i ragazzi della Generazione Zeta, hanno mostrato come il silenzio faccia più rumore del rumore stesso, e il vuoto trasmetta un messaggio così formidabile che nessun corteo di protesta saprebbe compensare. Il boicottaggio del discorso di Donald Trump a Tulsa, con le migliaia di sedie prenotate dai ragazzi, frequentatori di quei social ai quali il presidente degli Usa deve la sua popolarità (e l’elezione), e lasciate vuote dimostra che la politica non devi mai fidarsi di internet, mai sentirsene padrona, regista e manipolatrice.

Così lo scherzetto degli zoomer, prenotare e non andare, trasforma la beffa in un atto di accusa, l’assenza, quel grande vuoto degli spalti che invece dovevano inondare Trump di applausi, in una nuova, enorme contestazione.

Trump governa la sua maggioranza con twitter ma ora impara da Tik Tok che esiste l’opposizione. Una lezione che forse gli servirà e, speriamo, farà bene anche ai nostri politici, con in testa Matteo Salvini, convinto che non serva un’idea di governo per governare. Che non sia necessario misurarsi con i problemi e ingegnarsi per dargli una soluzione, ma che basti essere follower dei propri followers. Comportarsi come loro, dire spesso le stesse stupidaggini per far lievitare la coda della simpatia e allargare – scemenza dopo scemenza – la quota dei fan. E invece da Tusla, Oklahoma, arriva la lezione inaspettata.

Anche gli adolescenti, nel loro piccolo, s’incazzano.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

La lezione di Ikea. In tempi di pandemia c’è anche chi arraffa senza giusta causa

next
Articolo Successivo

Lucia Azzolina, contro di lei offese e bullismo da chi chiede una scuola ad personam

next