È nel sottobosco multicolore di quel genere chiamato indie-rock che ha trovato terreno fertile il songwriter Ettore Pistolesi, che dopo una lunga militanza in band del circuito underground laziale, ha da poco dato alle stampe il suo primo disco da solista col moniker Wellworn Banana, intitolato Anytime.

Erede modernizzato in chiave lo-fi di artisti come Thurston Moore e Stephen Malkmus, Wellworn Banana è autore di un lavoro estremamente sobrio e dal taglio intimistico, fatto di canzoni attraversate da una vena sottile di malinconia lunare, con un sound che è un mix tra Noise, Shoegaze e Dream pop. Nove pezzi che scivolano via veloci e in cui Wellworn Banana declama la propria passione per il calciatore Rui Costa, per le ballate noise alla Phil Elverum (P.) e le cavalcate fuzzy (Song One, Grandmother e Blast Off).

“Il disco emerge da ricordi della mia infanzia e adolescenza – spiega Pistolesi –, non c’è una vera connessione tra titoli e testi dei brani, ma il desiderio di ritornare a quei momenti attraverso atmosfere che solo la musica può creare. Da piccolo con mia nonna, a casa sua. Le ore passate a sognare ascoltando i dischi degli Yo La Tengo, le partite di calcio (tutti amavano il bomber Batistuta, io sognavo di essere Rui Costa, forse perché la condizione del bomber non mi affascina troppo, neanche nella vita reale). E ancora le giornate passate a suonare con gli amici, la solitudine e il senso di isolamento della vita di un piccolo paese, il desiderio di evadere, di andare in cerca di altro. Lo shoegaze il dream pop o quelle cose lì sono il genere che mi esce più spontaneo fare, e mentre lo faccio, so benissimo di aver intrapreso strade già percorse da mostri sacri. Ma cerco di farlo con la mia sensibilità. Provo a scrivere canzoni senza chiedermi se funzionino per tutti”.

Ascoltandolo t’immagini che Anytime sia stato concepito vagando in una landa desolata degli States e invece è nato in Ciociaria: del resto, se l’America è la versione originale della Modernità, noi, da sempre, non ne siamo che la versione doppiata. Al massimo sottotitolata.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Concerti e rimborsi, Pietro Fuccio (Dna Concerti) controcorrente: “Noi abbiamo restituito i soldi, l’imposizione del voucher è un cattivo modo”

next
Articolo Successivo

Caro Mogol, chiede agli autori di metterci la faccia. Ma è la Siae a dover fare un passo avanti

next