Al termine di una giornata passata a protestare a Villa Pamphili con le catene alle caviglie e ai polsi, il sindacalista dell’Usb Aboubakar Soumahoro, da anni impegnato in prima linea nella lotta per i diritti dei lavoratori dei campi e dei migranti, è stato ricevuto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Circa 20 minuti di colloquio in cui Soumahoro ha spiegato al premier le tre proposte del sindacato in materia di regolarizzazione degli stranieri e di lavoro agricolo. Un incontro a cui hanno partecipato anche ministri Gualtieri e Catalfo. Conte, ha riferito Soumahoro, ha assicurato che il tema dei diritti dei migranti e dei lavoratori sta a cuore al governo. “E’ rimasto impressionato quando gli ho ricordato la questione dei figli di stranieri nati in Italia, con lo Stato che, invece di rimuovere gli ostacoli, pone muri tra loro e gli altri bambini”. Conte, inoltre, “ha detto che stanno ragionando sulla riforma dei decreti Sicurezza, perché fa parte dell’accordo di governo”. Il sindacalista questa mattina si era incatenato fuori dalla villa dove si stanno svolgendo gli Stati Generali per “portare la voce degli esclusi e degli invisibili, a partire dai braccianti rimasti fuori dalla regolarizzazione del dl Rilancio”. In mano una proposta in tre punti da presentare sul tavolo del governo. Prima di tutto una riforma della filiera agricola, pensata in modo da “liberare gli agricoltori e i braccianti dallo strapotere dei giganti del cibo che favoriscono il caporalato”. Il secondo tocca invece le politiche migratorie, con la richiesta di cancellare gli accordi con la Libia e i decreti sicurezza. Infine la proposta di un “Piano nazionale emergenza lavoro per assorbire tutte le persone che hanno perso e che rischiano di perdere il posto per questa emergenza sanitaria”. Nelle prossime settimane, ha spiegato il sindacalista, “saranno organizzati gli Stati popolari” che coinvolgeranno “giovani, precari, lavoratori a cottimo, senza casa e le persone che vivono forme di razializzazione in Italia”

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