Nel caso si dovesse fermare di nuovo il campionato, ma fosse comunque possibile riprendere con date utili, allora si procederà con play-off e play-out. Se invece lo stop fosse definitivo, sarò l’algoritmo a stabilire le qualificate in Europa e le retrocessioni. Nel Consiglio Federale della Figc è passata la linea del presidente Gabriele Gravina. Con la maggioranza di 18 voti a favore e 3 contro, sono state approvate le linee guida proposte dal presidente federale che prevedono di fatto un piano B e un piano C per arrivare comunque a stilare una classifica definitiva. A votare contro la proposta di Gravina è stata la Serie A, che nella sua assemblea di venerdì scorso aveva proposto a larga maggioranza, con l’ok di 16 presidenti su 20, il blocco delle retrocessioni in caso di nuovo stop.

La carta dei play-off e dei play-out, già paventata come ipotesi alternativa alla ripresa della stagione regolare, verrà quindi utilizzata solo nel caso in cui la ripartenza della Serie A (oggi fissata al 20 giugno) fosse posticipata, oppure se ci fosse una sospensione breve. Se invece lo stop diventasse definitivo, lo scudetto rimarrebbe non assegnato, ma resterebbe comunque l’esigenza di stabilire le squadre qualificate in Champions ed Europa League, così come le retrocessioni in Serie B.

Qui entrerebbe in gioco l’algoritmo, in sostituzione alla semplice classifica cristallizzata all’ultima giornata disputata. Perché usare una formula matematica? Lo scopo è principalmente quello di dirimere i casi di arrivo a pari punti. L’algoritmo presentato dalla Figc non andrebbe infatti a modificare drasticamente la classifica reale e non si verificherebbe sorpassi “virtuali” tra squadre distanti alcuni punti. La formula prevede infatti di tenere in considerazione non solo i punti già ottenuti, ma anche la media punti casalinga di una squadra e il numero di gare in casa che le rimangono da disputare, così come la media in trasferta e le partite che deve ancora giocare in trasferta.

Per il calcio femminile invece la Federazione è andata nella direzione opposta: il campionato di Serie A si ferma. Lo scudetto 2019/2020 non verrà assegnato. “Abbiamo deciso, e questo mi dispiace, di sospendere il campionato di calcio femminile. Per quanto mi riguarda è una nota negativa – ha spiegato Gravina al termine del Consiglio federale – Sarebbe stato uno spot bellissimo per tutto il movimento dare pari dignità alle ragazze per quanto riguarda la conclusione almeno del campionato più importante”.

Alla conclusione del torneo mancavano sei giornate più il recupero del big match Milan-Fiorentina. Al momento della sospensione, in testa alla classifica c’era la Juventus women con 44 punti. Fiorentina e Milan seguivano a 9 punti di distanza, quarta la Roma a quota 34. In Champions League oltre alla Juve dovrebbe andare la Fiorentina, con una differenza reti favorevole rispetto alla squadra milanese, promosso in Serie A il Napoli.

Memoriale Coronavirus

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Coronavirus, altro che “ne usciremo migliori”: venerdì si gioca e il calcio italiano è peggiore di prima

next
Articolo Successivo

Stadio San Siro: pista d’atletica e zip-line, ecco come sarà il Meazza (e cosa ne resterà). La trattativa verso il rush finale: nodo volumetrie

next