Germania e Svizzera riaprono dal 15 giugno, mentre l’Europa terrà chiuse le frontiere esterne fino a fine mese. Ma a chiedere che si stabilisca quanto prima un sistema di coordinamento per poter riaprire le frontiere fra i paesi Ue ma soprattutto all’esterno sono stati Giuseppe Conte e Pedro Sanchez che hanno inoltrato tramite lettera la loro richiesta alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. “È il momento di riattivare le nostre economie, recuperare la normalità e anche un elemento fondamentale del progetto europeo come la libertà di movimento nello spazio Schengen”, si sottolinea nella lettera a firma Conte e Sanchez.

L’apertura della Germania – Sul fronte tedesco, a dare conferma dell’apertura di Berlino è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che oggi ha incontrato il suo omologo Heiko Maas. “Mi ha comunicato l’intenzione di riaprire i flussi verso il 15 giugno, una scelta di lealtà e trasparenza nei confronti dell’Italia che apprezziamo e che è conforme allo stato di salute attuale del paese”, ha detto in conferenza stampa.

Dal 15 giugno, quindi, ha aggiunto Maas, non ci sarà più alcuna allerta nei confronti dei viaggi per l’Italia, ma ha precisato che ci saranno “aggiornamenti quotidiani negli avvisi, e che se ci fossero peggioramenti in alcune regioni verrebbe segnalato”. Il ministro ha anche riferito di essere “d’accordo con Di Maio, sul fatto che ci voglia una regola e una prassi comune in Europa“. Ad aprire il 15 giugno all’Italia e a tutti gli altri stati Ue e Efta (European Free Trade Association che include Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) anche la Svizzera. In un primo momento la libera circolazione era prevista solo verso l’Austria, la Germania e la Francia, ma la decisione è stata estesa anche agli altri Paesi visto l’andamento epidemiologico.

Le frontiere esterne dell’Europa – Per quanto riguarda invece le frontiere esterne dell’Unione europea, la commissaria agli Affari interni Ue Ylva Johansson ha comunicato che i ministri dell’Interno Ue hanno raggiunto l’accordo per riaprirle dal 1 luglio. “Personalmente credo che torneremo al pieno funzionamento dell’area Schengen e alla libera circolazione dei cittadini entro la fine del mese di giugno“. Quasi tutti i viaggi in Europa dall’esterno dell’Ue sono limitati fino al 15 giugno per l’epidemia, ma molti ministri hanno suggerito di voler prorogare questa scadenza fino all’inizio di luglio, ha affermato Johansson.

La maggior parte degli Stati membri avrà revocato i controlli alle loro frontiere interne e le relative restrizioni di viaggio entro il 15 giugno, mentre altri dovrebbero seguire fino alla fine del mese. I ministri hanno convenuto che le eventuali restanti restrizioni si baseranno su criteri oggettivi relativi alla salute, non discriminatori e proporzionati, fa sapere il,Consiglio europeo. Continueranno a coordinarsi da vicino e sotto la guida della Commissione. I ministri hanno concordato anche un approccio unificato alla graduale revoca delle restrizioni ai viaggi non essenziali, che non dovrebbe avvenire prima dell’1 luglio. Hanno anche evidenziato la necessità di criteri chiari per i passi successivi. Sulla base di questa discussione, la Commissione proporrà una via da seguire per revocare i controlli alle frontiere esterne in modo coordinato.

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