I lavoratori della Fiac di Pontecchio Marconi, azienda di compressori in provincia di Bologna, si sono dati appuntamento questa mattina davanti ai cancelli dello stabilimento per un corteo di protesta (nel rispetto delle norme anti Covid) contro la volontà dell’azienda di trasferire 100 operai nella sede di Torino. Un tentativo di “aggirare le norme e il blocco dei licenziamenti” secondo la Fiom-Cgil che sta portando avanti la vertenza. “Il 26 maggio, all’improvviso – ha raccontato Barbara Gasparoni, delegata Fiom – ci hanno detto che a marzo 2021 chiuderanno lo stabilimento. Chi vorrà potrà andare a Torino. E quando noi ci siamo lamentati, ci hanno offerto uno psicologo. Ma l’azienda è sana, è solo una scelta di business. Chiediamo di mandare avanti l’azienda come abbiamo sempre fatto”. Al tavolo convocato dalla Regione nei giorni scorsi, l’azienda ha fatto un parziale dietrofront e si è impegnata a ritirare i trasferimenti. Ma la mobilitazione va avanti. “In un momento di così forte difficoltà, la Regione è impegnata a fare tutto il possibile per scongiurare il precipitare degli eventi e per trovare una soluzione che eviti di perdere posti di lavoro. Sarebbe un gravissimo colpo per la Valle del Reno” ha detto la vicepresidente della Regione Elly Schlein, presente con alcuni sindaci del territorio al presidio davanti ai cancelli. Per il 12 giugno intanto è previsto un nuovo incontro

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