Ci sono molte destre in Italia, ma una sola è la piazza che le contiene. Quel che accade oggi a Roma è la sintesi di quanto in Italia la destra sia larga e diffusa. Di quante facce sia composta: quella tradizionale e sociale di Giorgia Meloni, quella movimentista e sovranista di Matteo Salvini, quella fascista di Casapound e le altre declinazioni di un fronte la cui prima linea è spesso dentro gli ambienti oscuri dell’estremismo.

Oggi camminano distanziate, attente a non contagiarsi. E infatti Meloni e Salvini, con l’aggiunta di Tajani per Forza Italia, hanno sfilato stamani. Il come lo hanno fatto è la perfetta metafora di quel che sono. Allergici a ogni regola, hanno dato prova dell’impossibilità di rispettare, anche ora che il Covid è dentro casa, le minime norme di convivenza. Annullato il distanziamento, ridotte a souvenir le mascherine, hanno fatto vincere la coreografia implacabile: essere in piazza significa farsi vedere, ed essere vicini gli uni agli altri significa farsi contare.

Hanno srotolato cinquecento metri di tricolore lungo il budello di via del Corso: accalcati e contenti.

Figurarsi oggi pomeriggio quegli altri, la destra forcona, populista, no vax, estremista, come rappresenterà la sua forza. È già scritto nel presagio del mattino: se possibile ancora più accalcati, più affamati, più feroci.

Queste due destre, così apparentemente lontane, al momento del voto tendono sempre a riavvicinarsi. E la capacità di sintesi, che è un dono sconosciuto a sinistra, dalle parti di Salvini, Meloni e Berlusconi riesce meravigliosamente.

Tante destre dunque, ma una sola piazza e – soprattutto – un solo cuore.

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