Il vertice al ministero della giustizia per discutere della riforma del Csm slitta di almeno 24 ore. Previsto per oggi, il faccia a faccia con i vari rappresentanti della maggioranza convocato dal guardasigilli Alfonso Bonafede viene rinviato a domani, mercoledì 27 maggio, La motivazione del rinvio, spiegano fonti di via Arenula, è legata al voto di fiducia alla Camera sul dl liquidità, per il quale si prevedono tempi lunghi, tanto da non consentire nemmeno di tenere la riunione in serata. Da qui la decisione del rinvio a domani.

Le nuove intercettazioni dall’inchiesta di Perugia, l’Anm a pezzi dopo le dimissioni del presidente, Luca Poniz (Area), e del segretario, Giuliano Caputo (Unicost), e infine la nota dei Area che punta il dito contro la mancanza di fermezza di Unicost, hanno mandato nuovamente in fibrillazione il mondo della magistratura italiana. E il ministro è tornato a mettere in cima alla sua agenda una riforma del Csm per depotenziare la grande influenza delle correnti. Allo studio vari schemi per riformare la legge elettorale di Palazzo dei Marescialli: si va dal sorteggio dei candidati, proposta sempre rifiutata dal Pd, a un nuovo schema con collegi elettorali molto piccoli e ballottaggi.

Quello di eleggere i componenti del Csm col sorteggio è un pallino del ministro, che però in passato è stato bocciato sia dagli alleati della Lega, durante il governo gialloverde, che da quelli del Pd. Adesso, però, il Carroccio sembra averci ripensato. Matteo Salvini è tornato a parlare della vicenda nomine chiedendo addirittura a Sergio Mattarella di sciogliere il Csm. “Mi aspetto che colui che comanda il Csm, ovvero il presidente della Repubblica Mattarella, lo sciolga, perchè dopo quello che abbiamo letto, qualche dubbio che la giustizia sia uguale per tutti viene e dunque serve una rinomina con un’estrazione a sorte per tagliare il sistema di potere della magistratura e dare fiato ai tanti magistrati liberi”, dice il leader della Lega. Un anno fa, quando era esplosa l’inchiesta sulle nomine, Salvini non aveva pensato di chiedere nulla al presidente della Repubblica. E dire che all’epoca discioglimento di Palazzo dei Marescialli parlavano in tanti, visto che erano ben cinque i consiglieri in carica citati nelle intercettazioni. Adesso, invece, nelle nuove registrazioni di Palamara non c’è alcun membro attuale del Consiglio. Eppure Salvini si scopre nemico di Palazzo dei Marescialli. L’ex ministro dell’Interno, infatti, ha deciso di cavalcare l’inchiesta dopo la pubblicazione, da parte de La Verità, di un’intercettazione in cui Palamara dice: “Salvini ha ragione, ma va attaccato”.


Si scoprono sostenitori del sorteggio per il Csm anche i berlusconiani. Tra le varie proposte avanzate ciclicamente da 25 anni, infatti, Forza Italia ha inserito una novità: Enrico Costa ha chiesto di fare una riforma del Csm con il sorteggio di 100 magistrati che saranno poi i candidati tra cui votare i consiglieri togati dell’organo di autogoverno della magistratura. Una proposta inedita per un partito i cui membri laici hanno sempre giocato di sponda con le correnti a Palazzo dei Marescialli. Intanto l’uomo al centro dell’inchiesta che ha terremotato l’intero mondo della magistratura, twitta citando Dante: “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”, scrive Palamara, riportando la celebre terzina dell’Inferno di Dante.

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