L’Italiacome la Francia – segue la decisione dell’Oms che appena ieri ha annunciato la sospensione dei test sull’antimalarico idrossiclorochina per curare Covid-19 a seguito di uno studio pubblicato su Lancet. L’Agenzia italiana del farmaco ferma infatti l’autorizzazione all’utilizzo del farmaco al di fuori degli studi clinici sia in ambito ospedaliero che in ambito domiciliare, in quanto – motiva l’Aifa in una nota – “nuove evidenze cliniche” “indicano un aumento di rischio per reazioni avverse a fronte di benefici scarsi o assenti”. L’Agenzia non ha mai autorizzato l’utilizzo di idrossiclorochina a scopo preventivo, uso che invece il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di fare (salvo poi annunciare la sospensione del trattamento dopo un paio di settimane).

L’utilizzo di questo farmaco viene ora escluso dalla rimborsabilità, ma, si precisa anche, “l’eventuale prosecuzione di trattamenti già avviati è affidata alla valutazione del medico curante”. L’idrossiclorochina, in assenza di una indicazione terapeutica specifica per il Covid-19, è stata resa disponibile a carico del sistema sanitario tenendo “conto di evidenze scientifiche preliminari su pazienti Covid e a fronte di un profilo di tossicità che appariva consolidato sulla base degli usi clinici autorizzati per il trattamento cronico delle malattie reumatiche“.

L’agenzia del farmaco segnala anche che, sulla base delle evidenze attualmente disponibili, “non sussistono elementi concreti che possano modificare la valutazione del rapporto rischio/beneficio per le indicazioni già autorizzate (artrite reumatoide in fase attiva e cronica e lupus eritematoso discoide e disseminato). I pazienti con patologie reumatiche in trattamento con idrossiclorochina possono pertanto proseguire la terapia secondo le indicazioni del medico curante”. L’utilizzo di questo farmaco viene ora escluso dalla rimborsabilità, ma, si precisa anche, “l’eventuale prosecuzione di trattamenti già avviati è affidata alla valutazione del medico curante”.

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