“Per una coincidenza presi un volo in giorno prima. Diversamente, l’indomani sarei stato con lui in quella macchina“. Lo ha raccontato Pietro Grasso, in occasione dell’uscita in edicola del libro di Luigi Garlando sulla vita di Giovanni Falcone, “Per questo mi chiamo Giovanni”, presentato in diretta insieme allo stesso Garlando, a Marco Lillo e Pif. Diciotto anni dopo Grasso ha ricordato quel terribile 23 maggio del 1992. L’incontro al ministero della Giustizia con il giudice Falcone, la decisione di rientrare a Palermo insieme, un cambio di programma all’ultimo momento e poi la notizia dell’attentato e “lo sgomento, l’ansia, l’impotenza, la rabbia”.

Pietro Grasso, all’epoca procuratore nazionale antimafia, che per tanto tempo ha lavorato al fianco di Falcone, racconta quella che definisce la sindrome del sopravvissuto. Un forte senso di colpa, che si trasforma però in un grande impegno per trovare la verità: “Questo mi tormenta: ancora questo Paese ha bisogno di verità”.

“Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, edizioni PaperFirst, in edicola con Il Fatto Quotidiano.

Rivedi la diretta completa con l’autore Luigi Garlando insieme a Marco Lillo, Pietro Grasso e Pif.

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