Il generale Khalifa Haftar è pronto a sferrare un attacco aereo su Tripoli, la capitale della Libia controllata dal Governo di Accordo Nazionale di Fayez al-Sarraj, alleato dell’Italia e riconosciuto dalle Nazioni Unite. Lo ha dichiarato Fathi Bashagha, ministro dell’Interno dell’esecutivo tripolino, in un’intervista a Bloomberg: “Almeno otto jet dell’era sovietica sono arrivati nell’est da una base aerea in Siria, verosimilmente per appoggiare una nuova campagna di raid aerei”, ha dichiarato. Nello specifico, si tratta di sei caccia MiG 29 e due cacciabombardieri Sukhoi 24 partiti dalla base Hmeimim scortati “da due SU-35 dell’Aviazione russa”.

In contemporanea, Saqr al-Jaroushi, capo delle forze aeree dell’autoproclamato Esercito Nazionale Libico (Lna) fedele ad Haftar, ha annunciato l’avvio “della più vasta campagna aerea nella storia della Libia per colpire interessi turchi e forze del governo di Tripoli in tutte le città libiche”, secondo quanto riporta The Libya Observer secondo cui al-Jaroushi ha aggiunto che “le prossime ore saranno molto dolorose”.

Si preannuncia così una nuova stagione di violenze nel Paese nordafricano, dopo il fallito golpe del generale di Bengasi a fine aprile, condannato anche dagli alleati, tra cui la stessa Mosca, e il tentativo dell’uomo forte della Cirenaica, sconfitto nelle battaglie intorno alla capitale, di arrivare a un cessate il fuoco che, però, al-Sarraj si è rifiutato di accettare.

Nonostante il ministro degli Esteri di Mosca, Sergej Lavrov, in una telefonata con il ministro Luigi Di Maio di pochi giorni fa abbia accolto la richiesta del collega italiano di “mettere fine al conflitto”, il Cremlino torna a fornire alle truppe del Lna mezzi per portare avanti la guerra, probabilmente preoccupata dalla sempre più decisiva influenza sul campo della Turchia, divenuta primo alleato militare di al-Sarraj. Inoltre, mercoledì l’Aeronautica del Gna ha annunciato di aver distrutto sette sistemi antiaereo di fabbricazione russa forniti all’esercito di Haftar dagli Emirati Arabi Uniti e che si trovavano nelle basi di al-Watiya, Tarhouna e al-Wishka. Il portavoce militare di Tripoli, Mohammed Gununu, ha riferito nello specifico che tre sistemi Pantsir sono stati distrutti mercoledì mattina a Tarhouna e uno nella base i al-Wishka. Due invece erano stati annientati lunedì, in occasione della conquista della base di al-Watiya, che rappresentava l’ultimo importante avamposto logistico delle forze di Haftar fuori Tripoli, mentre un altro a sud di Sirte.

Mosca, già dall’ottobre del 2018, ha affiancato agli uomini di Haftar anche centinaia di paramilitari altamente addestrati del Gruppo Wagner, il cui fondatore, Dmitriy Valeryevich Utkin, è un uomo molto vicino a Vladimir Putin.

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