I governatori italiani hanno firmato le nuove ordinanze che segneranno l’inizio della nuova Fase 2b di uscita dalla crisi del coronavirus. Dopo l’accordo raggiunto sabato sera, non senza contrasti, soprattutto tra i governatori più cauti, come il campano Vincenzo De Luca, che denunciano uno “scarico di responsabilità” del governo sugli enti locali in materia di sicurezza, e quelli più favorevoli alle riaperture, adesso sono i presidenti di Regione a rendere note le nuove norme ai cittadini. Mentre la Sardegna allarga ulteriormente le aperture, pur mantenendo la quarantena obbligatoria per chi viene da fuori, la Lombardia rimane più cauta: obbligo di mascherine e palestre aperte solo dal 31 maggio. A Milano si registra intanto un maggior flusso di persone che si recano al lavoro, con mezzi pubblici più frequentati e qualche ingorgo nelle vie più trafficate della città. Riapre anche il cimitero monumentale di Bergamo, simbolo della fase più acuta dell’emergenza. Celebrata anche la prima Messa nella chiesa, con i posti limitati. È da qui che per tanti giorni sono partite colonne di camion militari con le bare che non si riuscivano più a seppellire o a portare al forno crematorio cittadino.

Lombardia, più traffico e presenze sui mezzi pubblici
Nel primo giorno di massiccia riapertura delle attività, a Milano, sin dalle 6 si nota un maggior afflusso di passeggeri sulla metropolitana. Tutte le persone a bordo avevano comunque la mascherina di protezione, non tutti i guanti. Sulla linea filoviaria 90-91, molto frequentata sin dall’inizio del servizio, ci sono stati episodi di sovraffollamento e i vigili sono dovuti intervenire per dare una mano agli addetti dell’azienda del trasporto locale nella zona di viale Tibaldi. Aumento del traffico anche nelle arterie di ingresso a Milano, una differenza più netta rispetto al passaggio dal lockdown alla prima Fase 2. La polizia locale è intervenuta per gestire la circolazione e dai monitor della centrale operativa in ingresso a Milano “si vede la differenza”. Nessuna ressa sui treni che trasportano i pendolari in arrivo da fuori città:su quelli che arrivano alla stazione Cadorna, in periodo ante-coronavirus carichi di pendolari, il giorno della riapertura di bar, ristoranti e altri esercizi pubblici “c’è qualcuno in più, ma niente folla”. Hanno aperto quasi tutti i negozi in corso Vittorio Emanuele II, una delle principali vie dello shopping, le cui vetrine riportano messaggi di bentornato ai clienti, oltre alle indicazioni da seguire per prevenire la diffusione del contagio. Alle 8 è stata celebrata la prima messa aperta ai fedeli in Duomo. Il governatore lombardo, Attilio Fontana, ha comunque ricordato che le misure di prevenzione devono essere rispettate perché con le riaperture il rischio di nuovi contagi si alza inevitabilmente: “Questo è un momento delicato, il lavoro più importante sarà il monitoraggio, tenere sotto controllo il territorio il più possibile, tutte le persone che sono toccate da questo virus”, ha detto a Mattino Cinque. “Dobbiamo impedire che il virus torni a correre. Non ci sono dubbi che le infezioni aumenteranno, ma noi dovremmo tenerle sotto controllo, evitare che si diffondano in maniera incontrollata, che nascano nuovi focolai, questa è la cosa che dovremo fare con grande attenzione”.

Campania, mezzi pubblici riattivati al 100%. De Luca: “Privilegiare smart working”
In Campania la ripartenza è caratterizzata dal ripristino del 100% dei servizi di trasporto pubblico, come in era pre-lockdown. Per i servizi di trasporto locale marittimo, “al fine di garantire la continuità territoriali con le isole del Golfo”, resta confermata l’attivazione dei servizi programmati in ordinario fino al 60%. Le aziende di trasporto dovranno fornire la nuova programmazione dei servizi essenziali a tutti gli utenti sui propri siti aziendali, alle fermate, alle stazioni e su ogni altro mezzo di comunicazione. L’ordinanza del governatore De Luca prevede l’obbligo per aziende di trasporto, relativi dipendenti e utenti di osservare le misure precauzionali, compreso l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. E ad aziende e amministrazioni il presidente della Regione “raccomanda il massimo ricorso allo smart working e, ove si renda necessaria la prestazione lavorativa in presenza, l’articolazione del lavoro con orari differenziati che favoriscano il distanziamento fisico riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e impedendo assembramenti sia sui mezzi di trasporto sia in entrata e in uscita”. Intanto a Napoli riaprono i bar, ma solo con servizio al banco e non al tavolo, quest’ultimo previsto dal 21 maggio. Questo ha determinato scelte diverse tra i commercianti. Aperti i piccoli bar, chiusi quasi tutti quelli di maggior tradizione.

Sardegna, libero accesso a tutte le spiagge
Ad annunciare le nuove direttive è lo stesso governatore Christian Solinas. Tra le principali novità, come previsto dal nuovo Dpcm, libero accesso a tutte le spiagge della Regione. L’ordinanza prevede però anche l’obbligo di mascherina in tutti i locali aperti al pubblico e anche nei luoghi all’aperto “laddove non sia possibile mantenere il distanziamento di almeno un metro”. Rimane l’obbligo di quarantena per 14 giorni per coloro che arrivano da fuori regione, in attesa del possibile via libera agli spostamenti in tutta Italia che il governo vorrebbe far scattare dal 3 giugno. A questo proposito, ai vettori aerei e navali e alle società di gestione degli scali è fatto obbligo di acquisire e mettere a disposizione della Regione i nominativi e i recapiti dei viaggiatori arrivati in Sardegna. E da giovedì 21 maggio sarà anche consentito svolgere negli aeroporti sardi le attività di aviazione generale, “previa sottoscrizione tra Regione e società di gestione degli scali di apposite linee guida sui controlli da effettuare sui passeggeri in ingresso, validate dal Comitato tecnico scientifico”. Ad oggi l’unico aeroporto attivo nell’isola per i voli di linea è quello di Cagliari, mentre per lo scalo di Olbia era stato dato il via libera da questa settimana solo per i voli privati, che ora potranno atterrare anche ad Alghero.

Puglia, Emiliano: “Ripartiamo, ma in sicurezza”
Con le linee guida regionali, da oggi in Puglia riaprono negozi, mercati, bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici, tatuatori, alberghi, strutture ricettive all’aria aperta, zoo e campeggi. Da lunedì 25 maggio potranno riaprire stabilimenti balneari e spiagge libere, palestre, piscine, centri sportivi, musei, biblioteche, archivi. Resta in vigore sino al 2 giugno l’obbligo di quarantena di 14 giorni per tutte le persone che rientrano per soggiornare continuativamente nel proprio domicilio abitazione o residenza e l’obbligo di comunicarlo immediatamente compilando il modulo sul portale della Regione Puglia o al proprio medico o all’operatore di sanità pubblica. “La Puglia riparte in sicurezza – dichiara il governatore Emiliano – e ora più che mai è importante mantenere alta l’attenzione, utilizzare le mascherine negli ambienti chiusi o quando si sta con altre persone, mantenere il distanziamento sociale, lavarsi spesso le mani”. Nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione si legge che nei locali deve essere garantito il distanziamento interpersonale di almeno un metro tra i clienti che dovranno indossare la mascherina. La distanza di un metro “può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli”, si legge. Per i menù bisognerà favorire la consultazione online sul cellulare o predisporre menù in stampa plastificata e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei usa e getta. Per quanto riguarda la consumazione al banco, “è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno un metro”. Nelle spiagge saranno presenti steward che illustrino ai clienti le misure di prevenzione da rispettare, gel igienizzante in più punti dei lidi, ingressi su prenotazione, possibilità di rilevare la temperatura corporea ai clienti, spazi organizzati per garantire una superficie di almeno 10 mq per ombrellone, passerelle per evitare il passeggio sulla sabbia.

Roma, torna il traffico sul Grande raccordo anulare
Traffico più intenso anche a Roma su alcuni tratti del Grande raccordo anulare. In città qualche rallentamento su via del Foro Italico, in zona Tor di Quinto, in entrambi i sensi di marcia, a causa di lavori. Qualche rallentamento anche su via Trionfale e via Prenestina. La polizia locale ha intensificato i servizi di viabilità e i controlli stradali, come anche la vigilanza ai capolinea dei bus, nei parchi e sul litorale. Con l’avvio della fase 2, a partire dal 4 maggio sono scattati anche i nuovi orari di bus e metro, prolungati fino alle 23.30. In città le riaperture avvengono per fasce orarie in base alla tipologia di esercizi, come deciso dalla sindaca Virginia Raggi: per primi gli alimentari, poi i laboratori non alimentari, mentre a metà mattinata gli attesissimi parrucchieri ed estetisti. Per evitare flussi di persone troppo importanti le attività sono state divise in tre fasce di apertura e chiusura, dal lunedì al sabato. F1 sono gli esercizi di vicinato del settore alimentare, i laboratori alimentari, le medie e grandi strutture di vendita del settore alimentare, i panificatori, che potranno decidere fra due opzioni: apertura dalle 7 ed entro le 8 con chiusura entro le 15 o apertura dalle 7 ed entro le 8 e chiusura dopo le 19 ed entro le 21.30. C’è poi la fascia F2 che comprende i laboratori non alimentari, con apertura nell’intervallo tra le 9.30 e le 10 con chiusura entro le 19. Infine la F3, cioè esercizi di vicinato, medie e grandi strutture di vendita non alimentare, acconciatori ed estetisti, phone center e internet point, con apertura tra le ore 11 e le 11.30 e chiusura dopo le 19 ed entro le 21.30. Riaperte le spiagge del litorale romano a passeggiate, attività sportive acquatiche (surf, kite surf, canoa, vela in singolo, nuoto) e motorie, ma ancora no alla tintarella.

Torino, inizia a rianimarsi il centro. Ma bar ancora solo da asporto
Primi segnali di attività nel centro di Torino. Qualche negozio ha già riaperto i battenti, altri stanno ultimando i preparativi. Nel centro storico della Torino che riparte dopo il lockdown sono visibili fin dal mattino i primi timidi segnali di attività. A fronte di pochi passanti e soprattutto di pochissimi runner, che nelle scorse settimane si erano impadroniti delle strade, il traffico sembra quasi quello di una giornata ordinaria. Dopo mesi le vie e i portici sono tornati, qua e là, ad essere punteggiati dalle luci dei negozi. I bar, la cui riapertura è stata posticipata al fine settimana, sono vuoti. “Da noi – dice un gestore – il caffè è un rito e l’idea di consumarlo fuori dal locale non entrerà facilmente nelle nostre abitudini. Nei giorni scorsi abbiamo lavorato pochissimo anche perché in questa zona gli uffici sono rimasti semivuoti. Oggi, con la riapertura dei negozi, forse andrà meglio”. Code invece davanti ad alcuni negozi di abbigliamento.

Firenze, più banchi nei mercati all’aperto e persone in strada
Anche a Firenze si è notato un aumento netto delle presenze in strada. In una delle città italiane che più di tutte aveva subito un crollo delle presenze a causa dell’azzeramento del turismo, oggi si rianima anche il centro storico. Ai mercati all’aperto ora ci sono più banchi, non solo quelli alimentari, dei giorni scorsi e con loro anche più clienti. Riaprono anche i parrucchieri, che già registrano clienti di prima mattina, e le attività artigiane. Aumentato anche il traffico, senza però che siano registrate situazioni critiche. Maggiore presenza di passeggeri al momento sui mezzi pubblici che fino a oggi, pur con meno posti disponibili per rispettare il distanziamento, non hanno mai veramente viaggiato a pieno carico. Le saracinesche non sono comunque ancora tutte alzate, c’è chi si è preso ancora un po’ di tempo per studiare come adeguarsi alle nuove linee guida, come nel caso di vari ristoranti nel centro storico.

Bologna, ripartenza graduale ma traffico in aumento
Il centro storico di Bologna si sta rianimando. Piccole file davanti ai barbieri, fuori dai bar i clienti aspettano all’esterno di entrare per bere il caffè. Nelle centralissime vie Ugo Bassi e Rizzoli ci sono ancora alcune saracinesche abbassate, ma anche negozi chiusi e con le luci accese per gli ultimi allestimenti. Rispetto ai giorni scorsi ci sono più persone sui mezzi pubblici e anche un maggior numero di scooter. Circolazione regolare alla Stazione centrale. Questa mattina non sono state registrate particolari criticità per i viaggiatori e neanche per i pendolari. Per quanto riguarda gli spostamenti in tutta la regione, Trenitalia Tper ha garantito, da oggi, circa 560 treni in media al giorno, un centinaio in più rispetto al potenziamento delle corse scattato dal 4 maggio.

Sicilia, a Palermo non tutti i ristoranti decidono di riaprire
Nonostante il via libera, con le dovute precauzioni, permesso dal governo, non tutti i locali del capoluogo siciliano hanno deciso di riaprire i battenti. “Siamo pronti per ricominciare. Sono settimane che lavoriamo per arrivare a questo momento. Certo le linee guida sono arrivate a ridosso dell’apertura del ristorante, ma ce la faremo”, dicono alcuni. Mentre alcuni gestori di ristoranti spiegano che “servono degli scudi per garantire ai ristoratori di poter lavorare in serenità. Uno contro le denunce e le richieste di risarcimento da parte dei clienti in caso di infezione. La responsabilità civile e penale non può ricadere sui ristoratori. Poi ne serve un altro per evitare i fallimenti. In questa situazione drammatica è facilissimo. Servono garanzie e strumenti che questo non accada. Infine chiediamo al Comune il suolo pubblico. Noi siamo disposti a fare un patto. L’amministrazione ci conceda il suolo pubblico e noi ci impegnamo a mantenere il decoro nell’area che ci viene assegnata. In questo modo collaboreremo in modo concreto per rendere Palermo più bella di quanto già non sia”. Presi d’assalto, invece, barbieri e parrucchieri che registrano il “tutto esaurito” e richieste di prenotazioni con attese di almeno una settimana. Il governatore Nello Musumeci, parlando a Omnibus su La7, ha dichiarato che la Regione terrà alto il livello di controlli e monitoraggio dei contagi: “Tra due settimane sarà necessario verificare se il dato epidemiologico, che in Sicilia è al momento pressoché a zero, subirà delle variazioni. A quel punto si deve subito intervenire senza chiederlo a Roma, ma non c’è dubbio che oggi in Sicilia si respira un’aria nuova. È tornato il sorriso sulla bocca delle gente”.

Genova, i locali riaprono a singhiozzo. In pochi sui mezzi
La Liguria riparte con un’ordinanza regionale che permette di tornare alla vita prima del lockdown ma con le dovute misure di sicurezza. Bar, ristoranti, palestre e piscine, negozi di parrucchieri possono tornare ad accogliere i clienti. Ma la ripartenza appare lenta. Alcuni bar e ristoranti hanno ancora le saracinesche abbassate. Nei bar del centro va meglio rispetto alle settimane in cui il lavoro è stata caratterizzato solo dall’asporto, ma l’afflusso di clienti è ancora basso, dicono i gestori. I genovesi stanno rispettando le direttive: tutti con mascherine, tutti a rispettare le distanze nei locali, tutti ad aspettare un cenno per poter entrare. L’offerta dei bus è stata portata al 95%, aumentati i treni per i pendolari, ma sugli autobus non ci sono molti passeggeri e in centro non si vedono camminare tante persone. Da oggi tornano a pagamento anche i parcheggi, dopo che le tariffe erano state annullate nelle settimane del lockdown.

Friuli Venezia Giulia, riaprono anche i centri commerciali
“Non sembra vero”. Trieste oggi si risveglia davanti a una tazzina di caffè consumata al banco. Via libera anche a ristoranti, negozi, servizi alla persona, strutture ricettive, attività turistiche, piscine e palestre. Al Caffè degli Specchi di piazza dell’Unità, all’ingresso è prevista la misurazione della temperatura attraverso i termoscanner, mentre per il pagamento le casse sono automatiche. In regione ripartono il commercio, i bar e i servizi alla persona e anche i centri commerciali. I centri storici di Trieste e Udine si rianimano. Rfi rileva un aumento di passeggeri sui treni rispetto alla settimana scorsa ma, precisa, senza problemi di affollamento. In generale, non tutti gli esercizi commerciali sono però riusciti a riaprire oggi. A Udine ad esempio alcuni esercenti e negozianti hanno esposto avvisi per la clientela, in cui annunciano imminenti riaperture, rimandate per attrezzarsi rispetto alle nuove regole previste dai decreti governativi e dalle ordinanze della Regione.

Basilicata, rimane la quarantena per chi viene da fuori
Anche il governatore Vito Bardi, come il collega sardo, ha deciso di confermare la quarantena di 14 giorni per tutti coloro che arrivano da fuori regione. La “permanenza domiciliare fiduciaria” cessa “in caso di negatività” al tampone, si legge. Il governatore ha poi stabilito che “resta fermo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro” e che le attività turistiche degli stabilimenti balneari saranno consentite dal prossimo 25 maggio. Eccezioni vengono fatte nei casi “di comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Nelle città non sono pochi i negozi, i bar e le altre attività commerciali che hanno deciso di non aprire: alcuni hanno mantenuto le saracinesche abbassate perché le misure di sicurezza imposte sono giudicate troppe severe, altri hanno aperto i battenti ma non al pubblico per avere il tempo di studiare e attuare azioni in linea con l’ultimo Dpcm. I titolari dei bar aperti lamentano lo scarso numero di clienti, causato anche dallo smart working che stanno osservando i dipendenti di aziende, studi professionali e uffici pubblici della zona.

Vaticano, messa aperta al pubblico a San Pietro
Come in tutta Italia, anche in Vaticano riprendono, con le adeguate misure di sicurezza e prevenzione, le celebrazioni liturgiche aperte al pubblico. Papa Francesco, dando avvio alla messa sulla tomba di Giovanni Paolo II nel centenario della nascita del pontefice polacco, ha riaperto questa mattina la Basilica di San Pietro, in coincidenza con quanto accade nello Stato italiano. Nella cappella della tomba del Papa santo si sono presentate circa 30 persone, ben distanziate sui banchi. Si tratta, questa, dell’ultima messa trasmessa in streaming dal Pontefice. Per entrare, i fedeli si sottopongono alla misurazione della temperatura con i termoscanner e ci si può muovere solo entro percorsi tracciati.

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