Dopo nemmeno un mese dalla sua nomina, in sostituzione di Luiz Henrique Mandetta, considerato eccessivamente critico verso le posizioni del presidente Jair Bolsonaro sulla gestione della pandemia di coronavirus, anche il nuovo ministro della Salute Nelson Teich ha deciso di dimettersi per incompatibilità con la più alta carica dello Stato. La decisione del membro dell’esecutivo, comunicata da una nota del ministero, è arrivata una settimana dopo aver manifestato, anche lui, l’idea che un lockdown del Paese potrebbe diventare necessario, visto l’alto numero di contagi.

Proprio oggi il Brasile ha fatto registrare il record di nuovi positivi dall’inizio della pandemia: 13.944 in 24 ore, per un totale che ha ormai toccato quota 202.918, numero che lo conferma come Paese più colpito in America Latina. I decessi per complicanze provocate dal coronavirus sono 13.993, dopo che ieri è stata confermata la morte di altre 844 persone. Secondo il ministero della Sanità sono ancora da accertare le cause che hanno portato alla morte di altre 2mila persone, mentre sono 79.479 i pazienti guariti.

Anche Teich si unisce così al gruppo di medici in disaccordo con la gestione della pandemia voluta dal presidente Bolsonaro e che gli è costata le critiche dell’opposizione, degli scienziati, dei governatori locali e, questo è solo l’ultimo caso, anche di membri dell’esecutivo. “Le persone sono nevrotiche. Il 70% si ammalerà, non posso farci niente”, ha dichiarato recentemente il presidente mentre il Paese fa registrare numeri di contagi tra i più alti al mondo.

Teich aveva assunto l’incarico lo scorso 17 aprile e aveva proposto di allentare le misure per contenere il contagio messe in atto dal suo predecessore, che era invece a favore di una più rigida applicazione del lockdown. Anche Teich, così come Mandetta, aveva però avuto divergenze di vedute con il presidente riguardo al distanziamento sociale. Inoltre non condivideva la tesi di Bolsonaro sull’uso della clorochina per curare pazienti affetti dal Covid-19, né le sue proposte di aumentare le attività considerate essenziali.

Tanto che il 7 maggio, con i casi che continuavano a crescere, aveva dichiarato che “il lockdown potrebbe essere necessario in alcuni luoghi, in altri penso a maggiore flessibilità. Quando parliamo di isolamento, distanziamento, esistono vari livelli. L’importante è che non vi sia una difesa dell’isolamento e una difesa del non isolamento, vi sono vari livelli”. Parole che, probabilmente, hanno sancito la definitiva rottura con il presidente brasiliano.

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