Essendo i presuntuosi in maggioranza, e pure gli analfabeti in buon numero, ci siamo domandati, alla fine della fase uno: adesso che si fa?

La Lega, che è sull’orlo di una crisi di nervi, ha organizzato un pigiama party nel Parlamento. Stanotte sono stati lì, il capitano Salvini e tutta la truppa, a presidiare le libertà costituzionali. Chi non poteva, perché non romano e nemmeno deputato o senatore, ha pensato a un colpo di teatro ancora più formidabile. A Jole Santelli, presidente di una regione – la Calabria – tenuta dalla pandemia ai margini della tragedia – è venuta l’ideona: apriamo tutto o quasi e facciamo presto, anzi prestissimo. Così ieri alle 23 ha firmato un’ordinanza per riaprire già alle sei di stamane bar e ristoranti e dare modo ai calabresi di farsi questo bel ponte del primo maggio: un aperitivo al sole e tanta nduja in corpo. Un modo per tenere testa sia al virus che all’Italia. Soprattutto al centrosinistra, anzi a Giuseppe Conte. Sappiamo che anche l’Alto Adige è sul piede di guerra, e il Trentino non ci sta, figurarsi l’Umbria. Il Veneto già corre, la Lombardia è sul punto di, resta il Piemonte ancora perplesso e la Campania, sempre ai ferri corti con i napoletani indisciplinati.

L’obiettivo, rendere ridicola una tragedia, sta dunque per essere centrato.

Solo per dire: all’ordinanza regionale calabrese ha risposto un battaglione di ordinanze comunali calabresi che invece imponevano la chiusura immediata dei bar appena riaperti, mentre il governo nazionale dichiarava l’illegittimità delle prime e delle seconde.

Resta ora da perseguire il secondo, fondamentale obiettivo: prendersela direttamente col coronavirus, portarlo in tribunale, denunciarne l’egocentrismo e anche chiedere conto, con le mascherine tricolori calate in viso, a Giuseppe Conte (“l’amico di Berlino e di Pechino”, come dice Giorgia Meloni) perché sia così misterioso: chi lo sostiene, chi lo finanzia, e – insomma – chi si crede di essere.

Memoriale Coronavirus

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

L’Istantanea – Il Sapientone, il gioco per chi vuole dare lezioni di buon governo

next
Articolo Successivo

Ponte Morandi, anche in questo caso la prima regola è stata la deroga

next