Non è solo il Lazio a essere caduto nella trappola delle presunte “mascherine fantasma”. Anche la Regione Marche non ha ricevuto la fornitura attesa da un intermediario che, a sua volta, aveva ordinato i preziosi Dpi dalla svizzera Exor Sa. La stessa holding elvetica che avrebbe dovuto assicurare l’arrivo a Roma di ben 7,5 milioni di mascherine Ffp2 e Ffp3 della marca 3M, per oltre 30 milioni di euro. Solo che l’Ente guidato da Luca Ceriscioli non ha pagato gli anticipi e, appena le cose si sono messe male, ha provveduto ad annullare l’ordine. “Siamo stati bravi e fortunati”, commenta con un sospiro di sollievo il capo segreteria del governatore, Fabio Sturani. Un nuovo tassello di una telenovela ormai divenuta giudiziaria che nel Lazio si è arricchita dell’ennesima puntata. La Regione presieduta da Nicola Zingaretti venerdì sera ha annunciato la rescissione del contratto dalla Ecotech srl, la piccola società di Frascati che si serve proprio dalla Exor Sa e i cui vertici sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Roma per il presunto reato di “inadempimento di contratti di pubbliche forniture”. La Ecotech aveva ottenuto le tre commesse fra il 16 e il 20 marzo, ma le mascherine non sono mai arrivate.

Il caso delle Marche: tante analogie con il Lazio – Il 16 marzo scorso, mentre il direttore della Protezione civile del Lazio, Carmelo Tulumello, affidava a Ecotech la prima delle tre commesse monstre di mascherine, la dirigente marchigiana Enrica Bonvecchi si rivolgeva alla Envirotek Italia srl di Bologna per le preziose Ffp2. Un affidamento di gran lunga inferiore a quello laziale, “appena” 70mila pezzi per una spesa complessiva di 120mila euro, a un prezzo unitario fra l’altro oltremodo concorrenziale, poco superiore a 1,50 euro. Insomma, una commessa ritenuta “facile”.

Così non sarà. Il fornitore della Envirotek è sempre la Exor Sa, la stessa azienda a cui si è rivolta la Ecotech. La società bolognese approfitta della commessa e ordina altre 10mila mascherine da distribuire ad altri enti, fra cui la Confservizi Cispel Marche e il piccolo Comune di Camerano, in provincia di Ancona. Il 9 aprile il patron della Exor, Paolo Antonio Balossi, scrive alla Envirotek: “Contrariamente a quanto comunicato – si legge nella missiva – mi spiace informarvi che, a causa del congestionamento della logistica internazionale, nonostante il pieno possesso della merce, certificato dal report Sgs allegato, la consegna delle mascherine in oggetto è prevista in data 14 aprile 2020 presso i vostri magazzini in Bologna, fatti salvi impedimenti da parte delle autorità italiane”.

Il certificato Sgs porta lo stesso numero di quello esibito nel Lazio. Qui le decisioni amministrative si dividono. Il 10 aprile arrivano la novazione del contratto da parte della Protezione civile del Lazio a Ecotech e la revoca “in danno” della Regione Marche alla Envirotek, con tanto di segnalazione all’Anac. Envirotek, a sua volta, attende fino al 17 aprile e poi invia una e-mail alla Cispel in cui annuncia la rescissione del contratto e la restituzione degli acconti.

Il Lazio revoca Ecotech. La srl: “Lunedì dal pm” – Intanto nel Lazio, nella serata di venerdì, la Regione ha emesso una nota stampa in cui annuncia la risoluzione del contratto nei confronti di Ecotech. Alla quale, specifica il comunicato, verrà chiesta la restituzione dell’anticipo di 14 milioni di euro “entro 5 giorni, pena l’escussione della polizza fideiussoria appositamente rilasciata, nonché di risarcire tutti i danni subiti e subendi per effetto della sua condotta colpevole”.

Nella mattinata di sabato, l’avvocato Giorgio Quadri, che difende la società di Frascati, ha diffuso a sua volta una nota in cui spiega che “il signor Sergio Mondin e la signora Anna Perna (vertici Ecotech, ndr) chiederanno di essere ascoltati dal pm al fine di chiarire ogni aspetto della complessa e articolata vicenda”. Contattato da Ilfattoquotidiano.it, l’avvocato Quadri spiega che “anche noi siamo parte lesa di questa vicenda, perché non abbiamo mai ricevuto il materiale da Exor Sa e questa mattina ho provveduto a firmare la diffida per la restituzione dell’acconto per l’importo di circa 4 milioni di euro”. Il legale, al telefono, si è detto convinto che “la merce arriverà” e poi aggiunge: “La polizza che ha emesso la Seguros Dhi-Atlas è pienamente valida. La compagnia ha provveduto a garantircela dopo aver bollato come non valida quella formulata dall’emissario della Itc International Broker”, ovvero Maurizio Rosario Derine, segnalato alla Ecotech – a suo dire – da Exor.

Si precisa che la società assegnataria della commessa della regione Lazio, avente ad oggetto la fornitura della mascherine citata nell’articolo, è la ECO.TECH Srl, con sede in Roma e unità locale a Ciampino.

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