Il giorno dopo l’intesa di massima del Consiglio europeo su un Recovery fund i cui dettagli andranno però decisi dalla Commissione, le borse Ue chiudono tutte in rosso. A Londra il Ftse 100 ha perso l’1,28%, a Parigi il Cac 40 ha ceduto l’1,30% mentre a Francoforte il Dax ha lasciato sul terreno l’1,69%. Ultima seduta della settimana in terreno negativo per Piazza Affari, che è comunque riuscita a ridurre il passivo nella seconda metà di giornata in cui il governo ha varato il Documento di economia e finanza. Il Ftse Mib ha chiuso a 16.858 punti (-0,89%). In Italia la giornata ha visto lo spread Btp-Bund fare saliscendi in attesa del giudizio di S&P sul merito di credito del Paese. Il differenziale ha chiuso in calo a 234 punti base, con il rendimento del decennale italiano all’1,87%.

Il Consiglio europeo ha deluso le aspettative dei mercati sul recovery fund, la cui entità e finanziamento sono ancora definire. A Milano il restringimento del differenziale Btp-Bund non è stato sufficiente a risollevare l’umore del settore bancario, il peggiore oggi insieme a quello oil. La peggiore è stata Bper con -4,16% a 2,12 euro, seguita a ruota da Banco BPM che registra -3,63% a 1,062 euro. Negativa anche Intesa Sanpaolo che segna -2,93% a 1,3438 euro e Unicredit che registra -3,07% a 6,688 euro.

Passando al settore oil, male Eni che ha chiuso a -2,62% a 8,25 euro con il mercato che ha accolto con freddezza i conti del primo trimestre, chiuso in perdita per 2,93 miliardi di euro a causa della pandemia di coronavirus e della caduta repentina del prezzo del petrolio. L’utile operativo adjusted è pari a 1,31 miliardi, -44% rispetto al trimestre 2019. Il cda di Eni ha inoltre deliberato una emissione obbligazionaria da 4 miliardi a supporto della struttura finanziaria. Peggio ha fatto Saipem con -3,81% a 2,174 euro.

Memoriale Coronavirus

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Disuguaglianze, sale il divario tra ricchi e poveri in Italia. E il coronavirus peggiorerà le cose

next
Articolo Successivo

Sono le Venti (Nove), dal fondatore di EasyJet a Netflix: ecco chi sono i “furbetti” del coronavirus

next