Come è gestita nelle vostre città l’emergenza Coronavirus? Come si comportano le autorità e i cittadini? E nelle vostre vite, c’è qualche aspetto positivo o inatteso nell’isolamento forzato? Abbiamo chiesto ai nostri Sostenitori di raccontarcelo, inviando testimonianze, osservazioni e spunti per la redazione al Blog Sostenitore. Mai come stavolta il contributo della nostra comunità è fondamentale: con il Paese in zona rossa, ogni segnalazione è importante. Abbiamo bisogno di voi. Sosteneteci: se non siete ancora iscritti, ecco come potete farlo.

di Antonio Iusto

Anche nelle epidemie del passato le persone, travolte da paura e insicurezza, si saranno chieste se il mondo non sarebbe stato più lo stesso e se gli uomini sarebbero cambiati: in peggio, per la miseria e i disordini sociali; o in meglio, per la ritrovata fede in Dio e nella sua onnipotenza. E si può anche immaginare quanto avrebbero quelle persone preferito tornare alle perdute sicurezze di prima, sebbene il prima non fosse certamente stato privo di incertezze e paure. La paura più grande, infatti, scaccia quella più piccola.

Per prevedere oggi lo scenario sociale futuro, più o meno remoto, è necessario tenere conto del fattore che più di tutti in questa epoca ha influenzato ed indirizzato importanti cambiamenti economici, sociali e psicologici: la tecnologia.

Ci sono applicazioni tecnologiche che da anni si stanno gradualmente espandendo nel tessuto sociale e che potrebbero trovare in questa emergenza una spinta determinante verso una accelerazione; una occasione unica per conquistare spazi velocemente in modo incontrollato ed ingovernato. Tre soprattutto: la capacità globale di connessione digitale remota e di raccolta dati, l’intelligenza artificiale e i robot.

Alla prima ci stavamo già gradualmente abituando e mai come in queste settimane sta ottenendo un generale riconoscimento e una deferente ovazione, offuscando di colpo molte precedenti riserve. Le ricerche sui robot e l’intelligenza artificiale d’altro canto hanno ricevuto in questi anni svariati miliardi di investimenti, ma le loro più innovative applicazioni non hanno ancora potuto occupare, nel mercato di massa, lo spazio che potrebbero e che alcuni certamente vorrebbero, limitandosi ad inserirsi gradualmente in contesti industriali per ottimizzare tempi, costi e produzione.

Una schiera di robot connessi alla rete e dotati di AI potrebbero entrare in scena per soppiantare compiti sia nell’ambito produttivo che in quello dei servizi. Anche i veicoli di trasporto sono ad un passo dall’essere a guida autonoma. Ove poi l’apporto umano resti necessario, esso potrebbe, almeno in molti casi, essere sostituito da veri umani connessi comodamente da casa nella funzione di meri terminali di una complessa macchina della quale gestire piccoli frammenti.

Già in queste settimane si sono visti, discretamente, robot che circolavano nelle corsie di ospedali cinesi accudendo i malati; e si sono potuti apprezzare robot che, diligentemente e ordinatamente, sostenevano esami di laurea al posto degli studenti che li teleguidavano comodamente da casa.

La retorica sottesa è quella del robot buono che, essendo immune al virus cattivo, svolge il lavoro al posto degli umani preservandoli dal pericolo della contaminazione.

Ma allora – il passo è breve – se il virus continuasse a circolare, perché non inserirli in tutti quei contesti in cui si dovrebbe riprendere la produzione necessaria a far ripartire l’economia, senza le complicazioni dei pericoli di contaminazione e dei metri di distanza? A maggior ragione oggi che, sulla soglia di una quasi certa forte crisi economica, molte aziende avranno difficoltà finanziarie.
Si dice che le innovazioni tecnologiche eliminano posti di lavoro ma ne creano nuovi e differenti. Chi si adatta sopravvive.

Parte dei lavoratori che sono già chiusi in casa a lavorare in modo “smart” potrebbero restare a casa; altri potrebbero teleguidare robot sempre più “intelligenti”. La scuola, la medicina, i rapporti sociali si stanno già sperimentalmente sistemando, ancora una volta comodamente, al di là del monitor. E quelli che non potranno adattarsi al nuovo ambiente potrebbero beneficiare del reddito universale di base, anche loro comodamente a casa, così da non creare tensioni sociali. E tutti saremo preservati dal virus. Protetti e felici.

Quindi forse, con un po’ di pazienza, potremo tornare a sognare tranquilli. E qualora il futuro invece un poco ci inquietasse, non è il momento di pensarci. La paura più grande scaccia quella più piccola.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’abbonamento Sostenitore e diventando membri del Fatto social club. Tra i post inviati Peter Gomez e la redazione selezioneranno quelli ritenuti più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Se vuoi partecipare sottoscrivi un abbonamento volontario. Potrai così anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione, mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee, sceglierai le inchieste che verranno realizzate dai nostri giornalisti e avrai accesso all’intero archivio cartaceo.
Memoriale Coronavirus

Commenti - Non perdere ogni mattina gli editoriali e i commenti delle firme Fatto Quotidiano.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Scuole chiuse, i numeri parlano chiaro: l’alleanza tra istruzione, editoria e digitale c’è e funziona

next
Articolo Successivo

AOC G2590VXQ, gaming monitor 24.5 pollici Full HD in offerta su Amazon con sconto del 26%

next