Costa Deliziosa è come l’orchestrina del Titanic, che continuava a suonare mentre il transatlantico andava a fondo. Il mondo trema per il coronavirus, conta i morti a decine di migliaia, i contagiati hanno superato i due milioni, ma il transatlantico della compagnia italiana è ancora in navigazione. È partito il 5 gennaio da Venezia, avrebbe dovuto tornarvi il 26 aprile. Invece attraccherà il 21 aprile, dopo 106 giorni, a Genova, concludendo il più incredibile, assurdo, surreale dei giri del mondo. Una crociera da sogno (e dai costi proibitivi: per la suite si arriva a 45 mila euro a persona), che si è trasformata in un incubo. Perché dal 14 marzo nessuno dei passeggeri ha potuto scendere a terra. Ha visto i mari più belli, spiagge e isole incontaminate, ma rigorosamente dall’alto di un bestione da 92.600 tonnellate, lungo 295 metri e largo 32, con 12 ascensori e 11 ponti, 1.130 cabine che possono ospitare 2.826 passeggeri. A bordo adesso ci sono 1.814 ospiti di varie nazionalità, di cui 310 italiani, e 898 componenti dell’equipaggio.

È questa una delle Grande Navi che transitano per il Bacino di San Marco a Venezia e che nessuno è riuscito finora a tenere fuori dalla Laguna. Salvo il coronavirus. Lo scorso luglio Costa Deliziosa rischiò di abbattersi contro Riva Sette Martiri, in una sera di tempesta. Il Comitato No Grandi Navi ne sta monitorando da settimane il viaggio, seguendone la via crucis dorata dal Pacifico all’Oceano Indiano, adesso nel Mediterraneo, perché i porti non hanno autorizzato l’attracco, salvo qualche eccezione per motivi tecnici. Paura di contagio, terrore di dover trattare la situazione sanitaria di quasi tremila persone. Ed è andata bene fino a tre giorni fa, quando è stato sbarcato a Marsala un settantanovenne livornese, che aveva accusato i sintomi di una polmonite.

A bordo, dopo un mese di stressante navigazione, con le proteste degli inferociti passeggeri, è il panico. Finché i tamponi in ospedale non hanno escluso che fosse affetto da Covid-19. Il 16 aprile il comandante Nicolò Alba aveva comunicato lo sbarco del passeggero tramite un tender. “Subito, a bordo vengono applicate maggiori misure di sicurezza. Si teme che l’uomo possa essere infetto da #covid19, ma tuttora non si ha certezza. I passeggeri, vengono invitati a ritirarsi in cabina, fino a nuovo avviso. La cena sarà fornita in cabina e, naturalmente, tutte le attività di bordo sono sospese”. Una cella vista mare da 200 euro al giorno. Racconta Dolores D’Avanzo, di Alassio: “Stavamo pranzando, quando il capitano ha fatto l’annuncio che io ho registrato. Sgomento e panico. Molti non sono riusciti neanche a finirlo il pranzo. Dopo 30 minuti eravamo già tutti reclusi nelle cabine”. Fino ad allora sapevano che il mondo stava andando a rotoli, ma si ritenevano al sicuro. Il viaggio però era compromesso. Nel solo Mediterraneo, il 10 aprile Malta ha rifiutato di accogliere la nave, poi l’attracco rapido a Marsala. La richiesta di andare a Marsiglia viene respinta dai francesi che non vogliono far scendere 430 connazionali e 580 fra tedeschi, belgi e svizzeri. Meglio che sia l’Italia a farsi carico di tutti e dei viaggi di rimpatrio. Il 20 aprile è prevista una sosta a Barcellona, solo per scaricare 160 spagnoli. Poi Costa Deliziosa arriverà a Genova.

La cronaca di un mese infernale è nelle voci arrivate da bordo e dall’altro capo del mondo. L’11 marzo, Adelaide, accoglie la nave. Ma Dolores scrive: “Gli animi sono giustamente surriscaldati, visto che l’Australia non è immune agli effetti. È un viaggio corrotto dagli eventi…”. Il 14 marzo le spiagge di Albany, sono le ultime che i vacanzieri possono calpestare. Poi comincia la quarantena. Ancora Dolores, arrabbiata per le foto e i video ufficiali: “Se ci faranno un rimborso forse un giorno ritorneremo!! Non ha senso pubblicare ciò che non abbiamo potuto vedere!”. Il 16 marzo, Barbara, in spagnolo: “Perché la nave non attracca e dà la possibilità ai passeggeri di tornare nei loro paesi? Sarebbe meglio para todos”. Risposta dell’organizzazione: “Siamo al 74esimo giorno di Giro del Mondo e siamo a conoscenza della terribile situazione che il mondo sta vivendo. La vita a bordo procede quasi regolarmente, alcuni spazi comuni della nave sono stati chiusi”. Il 19 marzo padre Enzo Severo celebra una messa: “Una preghiera per l’Italia e il resto del mondo”. Il 20 marzo: “Si comunica che ad oggi non ci sono casi di coronavirus a bordo. Costa Deliziosa verificherà l’evoluzione della situazione su base giornaliera, tenendo conto dello scorrere dei 14 giorni, obbligatoriamente rispettati, dopo l’ultimo sbarco di massa ad Albany”.

Mauritius, Seychelles e Reunion sono immagini da cartolina, viste dal ponte o dall’oblò. Un passeggero chiede: “Continua la rotta in direzione Venezia?”. Un altro: “Quando arriveremo a Venezia?”. Risposta: “Sarete informati se andremo via Suez o verso il Capo di Buona Speranza”. Ma la tensione sale. La gente ha pagato come minimo 20 mila euro, rivuole i soldi. Il 27 marzo, uno degli amministratori del sito Facebook scrive a tutti: “Buongiorno carissimi, sono cosciente della terribile situazione che stiamo vivendo, ma profondamente rammaricata per i toni utilizzati nel gruppo, da alcuni membri. Al momento, quei commenti non sono stati rimossi perché ognuno ha il diritto alla parola, ma si auspica l’utilizzo del buonsenso nei commenti futuri”. E poi la questione economica, i rimborsi: “Per quanto concerne il rilascio di voucher, vi comunico che è una valida opportunità per non avere il tracollo della compagnia, in quanto le compagnie assicurative non coprono i ‘danni’ da pandemie. Vi invito a una valida riflessione sull’argomento”.

Poi Suez e il Mediterraneo, il mare di casa. Quando il 16 aprile arriva da Marsala la notizia che il passeggero non è malato, dall’Italia Elenia commenta: “Ringrazio Dio sia x il signore che per tutti sulla nave, in particolare per il papà che lavora lì”. Ultime ore di navigazione, verso la Spagna. Poi Genova. Ma Facebook, diario di bordo nell’epoca di internet, ancora oggi annuncia: “La ‘Nave delle Delizie’ è attualmente impegnata a compiere questa meravigliosa avventura, la sensazionale esperienza del Giro Del Mondo, che porterà a termine in 113 giorni. Benvenuti a bordo”.

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