Solo il presidente di commissione sarà esterno all’esame di maturità, gli altri sei commissari saranno interni. La proposta della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, annunciata il 26 marzo, sarà messa in pratica, dopo che ieri sera è stata firmata l’ordinanza attuativa del decreto legge del 6 aprile su Esami e valutazione.

La ministra ha aggiunto che i presidenti saranno nominati dagli Uffici scolastici regionali, i commissari dai consigli di classe, “anche riunendosi in modalità a distanza – ha sottolineato Azzolina – Il dirigente scolastico, dopo la designazione, procede alla registrazione telematica del modello e lo inoltra all’Ufficio scolastico regionale per il tramite dell’Ambito territoriale provinciale”. Nella composizione della commissione si terrà conto dell’equilibrio fra le varie discipline di ciascun indirizzo. In ogni caso, è certa la presenza del commissario di Italiano e di uno o più commissari che insegnano le discipline di indirizzo.

Gli effetti dell‘emergenza coronavirus sul mondo della scuola ha lasciato per giorni con il fiato sospeso migliaia di studenti e genitori riguardo il destino dall’anno scolastico. Mentre sembra allontanarsi sempre di più la possibilità di un ritorno sui banchi a maggio, la ministra dell’Istruzione ha annunciato un cambio di look e modalità della commissione per l’Esame di Stato: per quest’anno sarà composta da sei commissari interni e dal presidente, l’unico esterno.

“In questo modo – ha spiegato la ministra sul suo profilo Facebook – gli studenti saranno valutati da docenti che conoscono il loro percorso e quanto realmente fatto durante questo particolare anno scolastico. Vogliamo un esame di Stato vero, serio, ma che tenga conto anche delle difficoltà affrontate a causa dell’emergenza ancora in atto”.

Restano da chiarire i contenuti che verranno trattati e, soprattutto, se anche un’altra richiesta degli studenti verrà approvata: tra le opzioni per poter avere un esame semplificato, alcuni maturandi hanno dichiarato al ilfattoquotidiano.it la possibilità di eseguir la seconda prova diversa da classe a classe non standardizzata a livello nazionale.

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