Perché si dice una fandonia? Ci sono vari motivi. Il primo di essi è che la si dice perché si è certi che la propria reputazione pubblica non subirà un colpo. Perciò Attilio Fontana, il presidente della Lombardia, ha detto ieri tra le altre cose, che i provvedimenti che ha in animo di prendere sarebbero da considerare “la via lombarda alla libertà”. La via lombarda? Fa ridere. Alla libertà? Fa ridere ancora di più. Gli risponde dal sud lo sceriffo Vincenzo De Luca: “E allora chiuderò la Campania!”. Anch’egli dice una fandonia e purtroppo consapevole di poterla dire.

Lui non ha i poteri per chiudere nemmeno piazza Plebiscito, ma sente l’ansia di dover competere col dirimpettaio lombardo e rispondere fandonia su fandonia.

Perché lo fa? Anzi perché lo fanno?

Perché sanno non solo che la loro reputazione resterà integra ma che tanta gente, troppa, è nelle condizioni culturali di ritenere possibile un fatto impossibile e non hanno alcuna voglia di affrancarla dall’ignoranza. Anzi, l’ignoranza gioca a loro favore. Quanto più è larga tanto più l’esercizio del potere (e i suoi eccessi) saranno indiscutibili.

Gioca a favore della fandonia anche il nostro piacere di assecondarla, la nostra enorme mancanza di rispetto nei confronti della verità.

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