Il ministero dell’Economia e delle Finanze lancerà, oltre al Btp Italia che quest’anno vedrà almeno una emissione, “un nuovo strumento di tipo nominale, particolarmente semplice e privo di meccanismi di indicizzazione, specificatamente dedicato agli investitori retail, che potrà essere proposto in più occasioni durante l’anno”. Lo si legge nelle Linee guida di gestione del debito, aggiornate alla luce del coronavirus. Arriva quindi la conferma della volontà del Mef di lanciare un nuovo bond dedicato ai risparmiatori italiani: come ha sottolineato il viceministro Antonio Misiani, già per il decreto aprile “dovremo fare comunque ulteriore deficit“. Se poi verrà confermato il no ai 36 miliardi di euro previsti dalla nuova linea di credito del Mes (che deve essere definita dal Consiglio europeo del 23 aprile), il governo dovrà trovare nuove risorse per il “finanziamento delle spese per l’emergenza e per il rilancio dell’economia nazionale”, come si legge nelle nuove linee guida del Tesoro.

Il ministero parla solamente “di un nuovo strumento dedicato ai risparmiatori privati che potrà essere proposto in più occasioni durante il 2020″ che si affiancherà alla nuova emissione del Btp Italia al fine di consentire un coinvolgimento più ampio degli investitori retail. Nessun dettaglio quindi. Già più di una settimana fa, lo stesso Misiani parlava della necessità di mobilitare “1.400 miliardi fermi sui conti correnti e depositi delle famiglie”. L’ultima emissioni di Btp Italia nel novembre 2018, in pieno dibattito tra esecutivo e Commissione Ue sulla manovra, fu un flop. Anche per questo il nuovo strumento dovrebbe essere più appetibile: si pensa, ad esempio, a una forte riduzione della tassazione sugli interessi.

Nelle linee guida del Mef restano confermati il calendario delle aste già reso noto a inizio anno e i programmi di emissione annunciati prima della pandemia relativi, ad esempio, all’emissione di green bond e al ritorno sul mercato del dollaro. “Prioritario sarà l’avvio delle nuove modalità di emissione e gestione del debito secondo le linee guida”, aggiunge il ministero in una nota.

Il dibattito sull’emissione di titoli pubblici a lunghissima scadenza era stato rilanciato per ultimo oggi da Romano Prodi che, ospite a Radio 24, si è detto “perfettamente d’accordo” con la proposta di Giulio Tremonti per un Prestito di ricostruzione. “Sarebbe un modo per evitare problemi più seri, evitare patrimoniali di tutti i tipi”, ha sottolineato l’ex premier. Tremonti aveva lanciato la sua proposta il 30 marzo sul Corriere della Sera: un prestito irredimibile esente da imposta, sul modello appunto della ricostruzione post-bellica cominciata nel 1948.

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