La casa del futuro è una costruzione passiva. Cosa significa? Con questa espressione ci si riferisce a un’abitazione autosufficiente dal punto di vista energetico e che assicuri un ambiente con il giusto clima, senza ricorrere all’utilizzo di impianti di riscaldamento abituali, come caldaie e termosifoni. Come riporta un articolo di Immobiliare.it, gli immobili che verranno edificati in Europa a partire dal 2021 dovranno essere certificati nZEB, cioè Near Zero Energy Building. Ma come potranno essere raggiunte queste prestazioni così elevate? La soluzione verrà dal legno.

Si torna quindi a uno dei primi materiali utilizzati per la costruzione di abitazioni, basti pensare alle capanne ma anche ai grandi palazzi con le travi a vista. Sarà il legno, infatti, ad aiutarci a ridurre il nostro impatto sull’ambiente e a rendere le nostre abitazioni più ecologiche. Non è un caso se viene sempre più spesso impiegato nella bioedilizia: aiuta a migliorare le prestazioni energetiche e a ridurre gli sprechi.

Certo, non tutto il legno è adatto a questo uso e ci sono alcuni criteri ben precisi che devono essere rispettati se si vuole rispettare davvero il Pianeta. La provenienza della materia prima deve, ad esempio, essere certificata, scegliendo legno proveniente da foreste gestite in modo sostenibile. Inoltre, verranno utilizzati soprattutto i semilavorati che provengono da questo materiale, che grazie alle nuove tecnologie possono rivelarsi molto resistenti e versatili.

Saranno loro dunque ad assicurare non solo un buon isolamento termico dell’abitazione, in modo da evitare eventuali sbalzi di temperatura e da ridurre l’energia necessaria per riscaldare o rinfrescare le stanze, ma anche una tenuta antisismica, trattandosi di un materiale piuttosto elastico. Infine, al contrario del cemento, il legno è una risorsa rinnovabile e che non deve essere prodotta, con relativa emissione di anidride carbonica e gas inquinanti. Il punto di partenza ideale per una svolta green anche nell’edilizia.

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