La senatrice leghista Lucia Borgonzoni, candidata presidente per il centrodestra alle ultime regionali in Emilia-Romagna, ha scelto di rimanere in Senato e lascia il suo seggio in Assemblea legislativa all’ex sindaco di Monzuno (Bologna), Marco Mastacchi, il candidato che ha ottenuto più voti nella lista civica che portava il nome della stessa Borgonzoni. La candidata leghista ha formalizzato oggi, nella seduta dell’Assemblea Legislativa svolta in modalità telematica, le sue dimissioni. Con quest’atto, ha finalmente risposto in prima persona, dopo due mesi esatti, sia ai sostenitori del Carroccio che agli avversari politici che, fin dal giorno dopo le elezioni, le chiedevano se avrebbe mantenuto la promessa di restare, in caso di sconfitta, a guidare la Lega in Consiglio regionale. Una promessa fatta in campagna elettorale davanti a milioni di telespettatori, durante la trasmissione “Carta Bianca”, nell’ambito di un confronto con il suo avversario, Stefano Bonaccini, che la incalzava sulla questione. Era il 14 gennaio e la senatrice disse: “In caso di sconfitta lascerò il Parlamento e siederò in Regione, non potendo mantenere il doppio incarico di senatrice e consigliere regionale”.

Borgonzoni non ha mai risposto in modo diretto e definitivo. Al suo posto, però, e non per la prima volta, aveva risposto, nei giorni dopo la sconfitta della Lega in Emilia-Romagna, il leader del partito, Matteo Salvini, che aveva detto: “Lucia chiede di restare, ma serve a Roma”, affidandole, poi, il ruolo di responsabile Cultura nello staff della Lega e suscitando critiche, per il mancato mantenimento della promessa da parte di Borgonzoni, arrivate sia dal Pd che, sui social, da sostenitori dell’ex candidata alla Regione. Ora Lucia Borgonzoni ha comunicato in modo ufficiale che ha scelto il Senato, dove la attende uno stipendio di circa 13mila euro contro i 4mila dell’Assemblea legislativa, dimezzati dopo il taglio introdotto dalla Giunta Bonaccini ai compensi dei consiglieri.

Una decisione criticata duramente da Igor Taruffi, capogruppo di Emilia-Romagna Coraggiosa: “Proprio in uno dei momenti più difficili della storia dell’Emilia-Romagna, Borgonzoni preferisce mantenere il proprio seggio al Senato e lasciare la Regione che solo due mesi fa si era candidata a governare per la destra. Ogni commento mi pare superfluo” ha detto. Borgonzoni non ha, invece, ancora abbandonato il seggio di consigliera comunale a Bologna, dove, le ha rimproverato spesso il sindaco Virginio Merola, non la si vede molto spesso.

L’addio di oggi della Borgonzoni al parlamentino dell’Emilia-Romagna si aggiunge a quello di Vittorio Sgarbi. Eletto nelle liste di Forza Italia, il critico ha lasciato il seggio, come già aveva anticipato, dopo aver partecipato alla prima seduta dell’Assemblea legislativa e ha ceduto il posto a Valentina Castaldini (già portavoce nazionale di Ap). Oggi, inoltre, verranno formalizzate anche le dimissioni dei consiglieri Andrea Corsini (Pd) ed Elly Schlein (Emilia-Romagna Coraggiosa), che sono stati nominati assessori dal presidente Bonaccini e lasciano il seggio, rispettivamente, a Gianni Bessi (Pd) e Federico Alessandro Amico (Emilia-Romagna Coraggiosa).

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