Il Sindaco di Messina, Cateno De Luca, è stato denunciato dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, con l’accusa di vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze armate “a seguito delle parole gravemente offensive, e lesive dell’immagine per l’intera istituzione che lei rappresenta, pronunciate pubblicamente e con toni minacciosi e volgari“. La decisione arriva dopo giorni in cui il primo cittadino ha avviato una propria campagna con la quale mira a bloccare gli sbarchi dalla Calabria, giustificando la propria azione con l’esigenza di garantire la sicurezza dei propri cittadini riguardo alla diffusione del coronavirus in tutto il Paese.

“Proprio in una fase emergenziale in cui dovrebbe prevalere il senso di solidarietà e lo spirito di leale collaborazione – sottolinea il Viminale – le insistenti espressioni di offesa e di disprezzo, ripetute per giorni davanti ai media da parte del primo cittadino di Messina all’indirizzo del ministero dell’Interno appaiono inaccettabili e quindi censurabili sotto il profilo penale, per il rispetto che è dovuto da tutti i cittadini e a maggior ragione da chi riveste una funzione pubblica anche indossando la fascia tricolore, alle istituzioni repubblicane e ai suoi rappresentanti”.

Ma già in mattinata il Sindaco della città sullo Stretto aveva portato avanti la sua campagna dicendosi “pronto” a farsi “arrestare”, ma di non essere disposto a permettere che il flusso di persone in arrivo da Villa San Giovanni continui. “Messina è la porta della Sicilia e io la chiudo se nessuno la controlla”, dice in un’intervista al Corriere della Sera. E se la prende con il Governo: “Sforna decreti che non fa applicare. Intanto bisognava fare partire migliaia di meridionali in treno ai primi due decreti. Adesso arriva anche gente partita dalla Francia scoprendo solo qui che, nel frattempo, è scattato un terzo decreto. Un caos. Difendo la salute di questa isola dove grazie ai buchi del governo abbiamo registrato più di 30mila arrivi“.

E chiede all’esecutivo la responsabilità per la gestione della situazione di coloro che sono bloccati a Messina, in quarantena forzata all’interno dell’Hotel Europa che lo stesso De Luca ha annunciato di aver occupato in segno di protesta: “Ho occupato l’Hotel Europa, questa vergogna di Stato deve cessare immediatamente – ha detto in un video riferendosi a una parte dei viaggiatori, circa un centinaio, bloccati per ore agli imbarcaderi a Villa San Giovanni e poi fatti sbarcare ieri nella città siciliana – Non me ne vado fino a quando non saranno liberate queste persone che sono state sequestrate qui. Ieri notte quelli di Villa San Giovanni sono stati liberati con un provvedimento del prefetto di Reggio Calabria e noi già ieri pomeriggio avevamo espresso il nostro parere favorevole per risolvere questa vergogna di Stato. Queste persone non dovevano assolutamente arrivare a Villa, andavano bloccate prima e lo Stato non può continuare a creare queste situazioni di grande imbarazzo. Ora sono io a occupare l’Hotel Europa e non me ne vado fino a quando la struttura non sarà sgomberata, fino a quando questa gente non sarà spedita, scortata, nelle rispettive residenze o nei domicili in cui dovrà fare la quarantena. Ora saranno contattati tutti i sindaci dei Comuni di destinazione. Io sarò l’ultimo a uscire da qui perché non si può continuare con questa burocrazia paradossale. È una situazione indecente e sotto il profilo sanitario delicatissima. Rischiamo di morire di malaburocrazia”.

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