“Noi operatori abbiamo paura, sappiamo che stiamo giocando con il fuoco. Dobbiamo farlo per tutte le persone che abbiamo qui, e se prima mettevamo il 100% ora dobbiamo davvero esprimere il massimo delle nostre potenzialità e delle nostre competenze”. Così Federica Lucchini, infermiera nella Terapia intensiva di Vizzolo Predabissi (Milano). “Per i parenti di tutti i malati è dura, perché non riescono a vedere i loro cari o tener loro la mano”.

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